"Zero attacchi sciiti in USA": Carlson mette Morgan con le spalle al muro (VIDEO)
Nel duro faccia a faccia, Carlson congela il conduttore britannico con un'evidenza storica che ribalta la narrazione sull'Iran
Nel panorama del giornalismo mainstream, pochi scontri sono esplosivi come quello tra il conduttore indipendente Tucker Carlson e il propagandista britannico Piers Morgan. Un nuovo video, diventato virale su Instagram, immortala l'ennesimo faccia a faccia in cui Carlson smonta con un dato di fatto la narrazione dominante sulle minacce alla sicurezza globale portate dall'Iran secondo chi vorrebbe giustificare il proditorio attacco della coalizione Epstein alla Repubblica Islamica.
"Quanti attacchi terroristici sciiti ci sono stati negli Stati Uniti durante la nostra vita? ZERO!"
Questa la dichiarazione secca di Carlson che ha mandato su tutte le furie Morgan. Un'affermazione semplice, ma di una potenza devastante, perché ribalta la prospettiva con cui ci viene raccontato il presunto pericolo portato dall'Iran.
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Mentre i media occidentali, con Morgan in prima linea, dipingono l'Iran e la galassia sciita come la principale minaccia terroristica globale, Carlson punta il dito contro l'evidenza storica. E il reel in questione correda il dibattito con una lista agghiacciante: i 37 paesi bombardati dagli Stati Uniti dal 1945 a oggi.
L'elenco, che parte dalla Cina nel 1945 per arrivare all'Iran e al Venezuela nel 2026, è un promemoria visivo che sposta radicalmente la domanda: "Chi è la vera minaccia per l'umanità?"
Il video, mostra la reazione di Morgan di fronte all'argomento di Carlson: un misto di incredulità e fastidio, tipico di chi non ha dati per controbattere. Perché se è vero che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno bombardato decine di nazioni, uccidendo centinaia di migliaia di civili, e se è vero che il terrorismo sciita non ha mai colpito il suolo statunitense, allora l'intera architettura della "guerra preventiva" e della "lotta al terrore" crolla come un castello di carte.
Carlson, con la sua freddezza, costringe lo spettatore a guardare la realtà: la retorica della paura, spesso cavalcata da personaggi come Morgan, serve a giustificare decenni di interventismo militare.

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