12 marzo, il movimento antiguerra rinasce dal basso?
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"Fuori l'Italia dalla guerra e dalla Nato. No all'inutile intervento in Libia. Roma contro la guerra": questo lo striscione che apriva il corteo romano del 12 marzo, una delle 35 iniziative svoltesi in tutta Italia nella stessa giornata (un video qui: https://www.youtube.com/watch?v=iz3C-eXgjt0 ; altri sul sito https://12marzocontrolaguerra.wordpress.com/ che ha pubblicato tutti gli appuntamenti).
Il 12 marzo ha voluto essere una contestazione preventiva della ventilata nuova avventura militare in Libia che dovrebbe "fermare lo Stato islamico". A cinque anni dall'intervento aereo contro la Libia, uno striscione di Rete No War ricordava "La guerra della Nato nel 2011 ha regalato la Libia a Daesh/Isis e altri terroristi"; e un altro spiegava che, invece di un altro assurdo intervento armato, quel che va fatto è "stanare i padrini di Daesh, in Turchia e nei paesi del Golfo"; i nostri alleati infatti continuano a favorire il terrorismo. E non si fa.

L'Italia è colpevole del disastro provocato in Siria, Iraq, Libia da guerre dirette e per procura. Uno schiaffo in faccia all'articolo 11 della Costituzione (e a proposito di illegalità, un altro striscione ricordava: "L'export di armi ai Saud viola la legge 185/90".
Completamente assenti dalla giornata del 12 marzo le grandi organizzazioni. Le iniziative in tutta Italia sono state frutto dell'impegno della piattaforma Eurostop e di vari gruppi di base nazionali e locali e dei comitati contro le basi.
Significativa la presenza anche di Rifondazione Comunista al corteo. Nel 2011 partecipava all'assalto contro l'ambasciata libica prima dell'invasione criminale della NATO chiedendo la destituzione del "dittatore". Oggi sembra aver iniziato il lungo e faticoso percorso di redenzione.

Significativa la presenza anche di Rifondazione Comunista al corteo. Nel 2011 partecipava all'assalto contro l'ambasciata libica prima dell'invasione criminale della NATO chiedendo la destituzione del "dittatore". Oggi sembra aver iniziato il lungo e faticoso percorso di redenzione.


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