28 Febbraio: il D-Day della Grecia

La Bce minaccia il settore bancario greco se Atene non firma il prolungamento dell'accordo con la Troika

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28 Febbraio: il D-Day della Grecia


Dopo che George Saravelos di Deutsche Bank ha dichiarato che “gli sviluppi della elezione greca sono stati molto veloci”, lasciando intendere che la Grexit è un'opzione sempre più probabile visto il nuovo atteggiamento della Grecia a guida Syriza, anche la Bce ha mandato diverse minacce neanche troppo latenti ad Atene.
 
Il membro del board della Bce Erikki Liikanen, non interessato, scrive Zero Hedge, a spiegare che l'Europa è completamente illogica e responsabile del collasso finanziario greco e della depressione del continente, ha minacciato la Grecia che ora ha un mese di tempo - fino alla fine di febbraio  - per raggiungere un accordo con la Troika, altrimenti l'istituto di Mario Draghi taglierà i prestiti alle banche greche e manderà in tilt il sistema finanziario del paese.
La Bce, sottolinea Zero Hedge, sta in questo modo scommettendo in modo pericoloso sulla tenuta della zona euro, perché dopo un Grexit tutte la possibile tenuta dei paesi periferici sarebbe in dubbio con la possibilità concreta di corsa agli sportelli.  
 
Scrive Reuters come Erkki Liikanen ha dichiarato domenica: “il programma di salvataggio dell'Europa, parte di un piano da 240 miliardi di euro che finisce il 28 febbraio e che lascerebbe la Grecia senza la liquidità della Bce necessaria per la sopravvivenza delle sue banche”.
 
Il nuovo governo di Syriza si rifiuta di estendere l'attuale programma. E quindi: “Noi (la Bce) abbiamo la nostra legislazione e agiremo secondo quella. Ora, il programma estensivo della Grecia finirà per la fine di febbraio e quindi una soluzione deve essere trovata, altrimenti non potremmo continuare a prestare”, ha dichiarato il governatore della Banca centrale finlandese Liikanen.
 
E poi un altro chiaro messaggio è arrivato da parte del vice-presidente della Bce Vitor Constancio ripreso da Bloomberg: "allo stato attuale delle cose, la Grecia ha una agevolazione speciale da parte della Bce perché si sta impegnando nell'attuazione del programma. Questo significa che il suo debito può essere usato per rifinanziare anche se il suo rating è spazzatura. Non ci saranno sorprese se scopriremo che un paese è inferiore a quel rating e non c'è un programma che tale rinuncia scompare", ha dichiarato in un evento a Cambridge.
 
La questione che ancora non si riesce a comprendere, spiega il blog americano, è perché, dato che la Grecia è sotto una ristrutturazione del settore privato – la bancarotta che comunque implica entità private e non ufficiali come la Bce – la Grecia non possa avere un altro taglio del debito.  Liikanen ha risposto che: "Una significativa ristrutturazione del debito è stata effettuata con gli investitori privati. La BCE non può finanziare direttamente uno stato, che è quello che vorrebbe dire in questo caso." Strano, sottolinea Zero Hedge, perché questo è esattamente quello che la Bce sta facendo con il QE, quando monetizzi di un numero di deficit della zona euro.  
 
Poiché la BCE detiene direttamente decine di miliardi di debito greco, eventuali perdite in caso di Grexit, sottolinea Zero Hedge, infrangerebbero quello che la BCE ha sempre dichiarato un suo obiettivo fondamentale, vale a dire non subire perdite sul debito che ha monetizzato o trasferito sul suo bilancio. Tale perdita di valore distruggerebbe immediatamente la credibilità di Draghi e sposterebbe il problema sul come finanziare gli altri membri maggiormente insolventi della zona euro, ormai in una tossica spirale deflazionistica. E dal momento che la BCE sarebbe esposta ad per essere una "bad bank" europea, l'esposizione tossica dell'istituto di Draghi minerebbe la tenuta della zona euro.
 
Detto questo, la Grecia ora ha un conto alla rovescia in cui può e dovrà prendere una decisione che cosa fare con la sua leva finanziaria, a meno di un mese dal suo D-Day - il 28 febbraio 2015 dopo la chiara minaccia della BCE. Gli sviluppi e la pressione sulla Grecia sono aumentati negli ultimi giorni, con un ampio grado di incertezza sulla posizione del governo greco e della troika. Da quello che il governo di Atene deciderà entro il 28 Febbraio dipenderà il futuro della zona euro.

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