400 milioni di persone non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali

Il rapporto “Tracking Universal Health Coverage” dell'OMS e della Banca Mondiale

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400 milioni di persone non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali


Più di 400 milioni di persone in tutto il mondo vivono senza accesso ai servizi sanitari essenziali, mentre milioni sono costretti alla povertà dal momento che i loro governi non sono in grado di fornire un'adeguata assistenza sanitaria, rileva uno studio della Banca Mondiale e dell'Organizzazione mondiale della sanità.
 
Gli autori delle 98 pagine del rapporto intitolato 'Tracking Universal Health Coverage' sostengono di aver realizzato il primo studio volto a misurare i progressi verso una copertura sanitaria universale valutando il grado dei servizi sanitari nazionali e quanto i paesi spendono per l'assistenza sanitaria. 

Studiando 37 nazioni tra il 2002 e il 2012, la relazione si è incentrata sulla capacità delle persone di accedere ai servizi sanitari essenziali,analizzando sette componenti: la pianificazione familiare, la cura prenatale, l'assistenza qualificata al parto, l'immunizzazione infantile, la terapia antiretrovirale, il trattamento della tubercolosi, e l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.  

I ricercatori hanno scoperto che oltre 400 milioni di persone non avevano accesso ad almeno uno di questi servizi essenziali.

"Questo rapporto è un campanello d’allarme: mostra che siamo ancora lontani dal raggiungere una copertura sanitaria universale. Dobbiamo espandere l’accesso alla sanità e proteggere i più poveri da spese sanitarie che stanno causando loro gravi problemi economici", spiega Tim Evans, senior Director di Salute, Nutrizione e Popolazione presso il Gruppo della Banca mondiale.

Lo studio ha anche rivelato in 37 paesi la popolazione è stata ridotta a vivere in estrema povertà, con 2 dollari al giorno, perché ha dovuto pagare di tasca propria tutto o una parte significativa delle spese sanitarie.

"Questi alti livelli di impoverimento, che avvengono quando le persone povere devono pagare di tasca propria per l'assistenza sanitaria di emergenza, rappresentano una grave minaccia per l'obiettivo di eliminare la povertà estrema", afferma il dottor Kaushik Basu, Senior Vice President e Chief Economist del Gruppo della Banca Mondiale.  

Per invertire la rotta, gli autori suggeriscono ai governi di sforzarsi di raggiungere una copertura sanitaria che raggiunga almeno l'80 per cento della popolazione.

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