698mila nativi americani hanno perso il lavoro nel mese di agosto

In vista delle presidenziali Usa, il tema dell'immigrazione si preannuncia essere il più divisivo

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698mila nativi americani hanno perso il lavoro nel mese di agosto


Dopo che la Fed ha ammesso, più di un anno fa, che il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti (che oggi è falsamente dato al 5,1%) è diventato irrilevante in un paese dove un numero record di 94 milioni di persone hanno lasciato la forza lavoro, e con la Fed pronta ad alzare i tassi, anche se negli USA i salari orari non solo non sono aumentati negli ultimi sette anni, ma per la stragrande maggioranza della forza lavoro continuano a diminuire, in molti si sono chiesti se i grafici sul lavoro hanno ancora qualche valenza
 
La risposta è sì, anche se il grafico più importante ha poco a che vedere con la politica monetaria della Fed, ma tutto a che fare con le elezioni presidenziali di novembre 2016, in cui il tema dell'immigrazione, sia legale che illegale, si preannuncia essere il più rancoroso e di divisione.
 
Il grafico è il seguente e mostra il numero di lavoratori nati all'estero e di nativi americani che hanno trovato lavoro negli Stati Uniti secondo il BLS dal dicembre 2007, vale a dire, dall'inizio della Seconda Grande Depressione/ Recessione.



Il grafico è particolarmente importante perché ciò che mostra solo per il mese di agosto sarà sufficiente a fornire a Trump - e tutti gli altri - abbastanza slogan per la campagna elettrale per settimane di fila: e cioè, che nel mese di agosto 698.000 nativi americani hanno perso il loro posto di lavoro. Questo calo è stato compensato da 204.000 nati all'estero americani, che hanno ottenuto un posto di lavoro nel mese di agosto. 




Ma la battuta finale: dal dicembre 2007, solo 790.000 nativi americani hanno trovato un posto di lavoro in contrasto con i 2,1 milioni di americani nati all'estero che hanno trovato un posto di lavoro nello stesso periodo di tempo 

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