Accordo USA-Cina: cosa cambia per il commercio, la tecnologia e la sicurezza globale
Dopo sei anni senza un vero faccia a faccia, Donald Trump e Xi Jinping si sono incontrati a Busan, in Corea del Sud, durante il vertice APEC, segnando un punto di svolta nei rapporti tra le due maggiori potenze mondiali. L’incontro, durato circa 100 minuti, si è concluso senza una dichiarazione congiunta ma con risultati concreti: riduzione dei dazi, accordo temporaneo sulle terre rare e impegni reciproci nel contenere la crisi del fentanyl.
Trump, che aveva minacciato di raddoppiare le tariffe sulle importazioni cinesi, ha deciso di dimezzarle, passando dal 20% al 10%, lodando Xi come “un grande leader di un grande Paese”. Pechino, dal canto suo, ha promesso di riprendere gli acquisti di soia statunitense e di collaborare nella regolamentazione delle esportazioni di minerali strategici.
Xi ha ribadito la necessità di “mantenere il giusto corso” nelle relazioni bilaterali, paragonando la cooperazione sino-statunitense a una “grande nave che deve navigare tra venti e onde”. Entrambi i leader hanno convenuto sull’importanza di rafforzare il dialogo economico, energetico e tecnologico, evitando un nuovo ciclo di ritorsioni.
Il presidente cinese ha sottolineato la forza dell’economia del suo Paese, cresciuta del 5,2% nei primi tre trimestri, e ha invitato Washington a condividere la responsabilità di “affrontare insieme le sfide globali”. Trump, entusiasta, ha definito l’incontro “una riunione da 12 su 10” e ha annunciato una prossima visita in Cina ad aprile, preludio a un rinnovato dialogo strategico che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Pacifico e globali.
Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

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