Ad Aleppo si prega per l'Italia

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Ad Aleppo, grande citta’ di un paese – la Siria – che l’Italia ha contribuito a distruggere dal 2011, si prega per i cittadini italiani minacciati dal coronavirus. Ma in un video, il padre francescano Ibrahim al Sebagh insieme alla solidarietà’ porta parole di realtà: “Siamo stupiti per quello che sta accadendo in Italia. Qui anche quando cadevano i missili, le attivita’ continuavano”. Poi ricorda che ad Aleppo non c’è lavoro e si sopravvive fra tante difficoltà. Di certo non aiutano le sanzioni che l’ Ue non toglie.
 

Intanto, in Italia, l’isteria continua. questo breve video mostra, per esempio, una delle scene di persone che fuggono da Milano sulla base dell’ annuncio del decreto governativo che dopo poche ore avrebbe vietato gli spostamenti per la Lombardia e 14 province di altre regioni del Nord. 
 

Vietati gli spostamenti per non propagare i rischi? Tanti si spostano alla chetichella. 
 

La stessa isteria che impedisce il ragionamento, ha indotto a fare provviste sconsiderate da tempo di guerra…
 

E a proposito: magari ci fosse stata un po’ di agitazione isterica quando i governi italiani partecipavano a guerre devastanti (dirette o per procura) sulle teste degli altri. 
 

E che dire della smemoratezza italica? 
 

Di fronte alla chiusura di alcune frontiere nei confronti degli italiani, Di Maio ha minacciato di fare una lista di buoni e cattivi promettendo che “l’ Italia si ricordera’ di chi e’ stato amico”. Ha dimenticato che l’ Italia e’ stata la prima a sbarrare l’ ingresso ai cinesi, a gennaio? E ha dimenticato gli atti di sinofobia?
 

Marinella Correggia

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