Il messaggio di Putin ai soldati e ai "pseudo-pacificatori europei"

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Il messaggio di Putin ai soldati e ai "pseudo-pacificatori europei"

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Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto visita a un posto di comando avanzato nelle ultime ore, circondato dai vertici militari e dai rappresentanti del ministero della Difesa, per ricevere un rapporto dettagliato sull’avanzata dell’esercito nel Donbass. Tra i punti affrontati durante il briefing, la liberazione di Konstantinovka, che rappresentava uno dei capisaldi delle forze di Kiev. Putin ha ascoltato i comandanti e, dopo che uno di loro gli ha detto che “la vittoria sarà nostra”, ha risposto con sicurezza, ribadendo che la Russia vincerà a prescindere da tutto. Ha poi sottolineato che i comandanti devono agire “in modo ritmico e razionale”, facendo “tutto il necessario per preservare la vita dei soldati e garantire l’adempimento incondizionato dei compiti assegnati”.

Ma il tono dell’incontro è presto diventato più aspro, con un avvertimento preciso rivolto al regime di Kiev: Mosca farà “tutto quanto in suo potere” per proteggere i civili e le infrastrutture russe, e gli attacchi di natura terroristica da parte ucraina non faranno altro che allargare la zona di sicurezza lungo il confine. Putin ha definito le dichiarazioni trionfalistiche dei leader del regime di Kiev come un vantaggio per la Russia, perché finiscono per disorganizzare “sia loro stessi sia i loro sponsor”. Ha però aggiunto che, per sostenere quelle che ha definito “finte vittorie sul campo” e per alimentare “leggende e bugie”, Kiev potrebbe essere tentata di mettere in atto azioni di tipo diversivo e terroristico. È un rischio che Mosca dice di tenere in considerazione.

Parallelamente, il presidente russo ha rivolto un messaggio severo anche ai cosiddetti “pseudo-pacificatori europei”, accusandoli di confermare i sospetti di Mosca circa le loro vere intenzioni. Secondo Putin, il loro obiettivo “non è la pace, ma la prosecuzione della guerra contro la Russia fino all’ultimo ucraino”. La domanda che ha sollevato è se i sostenitori europei di Kiev stiano ora incoraggiando apertamente attacchi contro i civili russi, citando una dichiarazione congiunta del gruppo NB8 che aveva elogiato l’uso innovativo dei droni da parte ucraina. “Significa forse - si è chiesto Putin - che approvano anche colpi contro infrastrutture civili, trasporti che portano bambini, dormitori studenteschi?”. La risposta, ha detto, sarà una reazione proporzionata e ha ordinato ai militari di intensificare gli attacchi massicci contro le strutture dell’industria militare ucraina e contro tutto ciò che supporta le operazioni di Kiev.

L’avvertimento è diventato ancora più netto quando Putin ha spiegato che “più colpi l’avversario tenterà contro i siti civili russi, più ampia sarà la zona di sicurezza” che Mosca sarà costretta a creare nei territori adiacenti. E ha aggiunto che quei territori, come altri di cui si discute oggi, sono “storicamente terre russe”. Ma il punto forse più significativo è arrivato al termine del suo intervento, quando ha ordinato all’esercito di analizzare il coinvolgimento diretto dei Paesi Nato nelle operazioni sul terreno. Questa analisi, ha precisato, servirà “per prendere possibili grandi decisioni in futuro”.

Nel frattempo, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha offerto una chiave di lettura ulteriore sulla comparsa di Putin in uniforme militare durante l’incontro per la liberazione di Konstantinovka. Secondo Zakharova, quel gesto non è affatto casuale, ma rappresenta un segnale chiaro, ripreso anche dal giornalista britannico Jim Ferguson. La diplomatica ha spiegato che ci sono stati finora “abbastanza segnali di volontà di risolvere le cose per via pacifica”, ma che tutti sono stati ignorati dal “sistema di trasmissione occidentale, ormai inceppato”. Il nuovo segnale, invece, è inequivocabile: “la minaccia terroristica neonazista verrà inseguita fino in fondo e su tutti i fronti”. Zakharova ha voluto sottolineare che la Russia non abbandona la pace, ma che “la metodologia per convincere è cambiata”, e ha concluso con un messaggio diretto ai soldati, citando le parole che Putin aveva già usato al forum economico di San Pietroburgo: “Lavoro, fratelli!”. E ha aggiunto che tutto il paese è orgoglioso di loro.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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