Adveedka, l'Aleppo europea che non indigna nessuno

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Adveedka, l'Aleppo europea che non indigna nessuno


di Eugenio Cipolla - Vostokfocus


Nonostante sia fuori dai riflettori dei media ormai da parecchio tempo, la situazione in Donbass, est Ucraina, dove da quasi tre anni si combatte una guerra cruenta tra esercito governativo e separatisti filorussi delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk, sembra essere riesplosa. Nelle ultime 48 ore i combattimenti, dopo un periodo di relativa calma dovuto al Natale ortodosso, sono ripresi in maniera cruenta. La zona interessata dagli scontri è un triangolo che comprende parte dalla periferia di Donetsk e comprende le località di Yasnyuvata e Avdeevka. Le violazioni del cessate il fuoco, in vigore dopo gli accordi di Minsk-2, registrate dalla missione di monitoraggio dell’OSCE sono state circa 2.300. E’ ad Avdeevka, luogo da dove sono ripresi gli scontri, che si sta vivendo la situazione più critica. Da quasi due giorni la popolazione è letteralmente sotto il fuoco incrociati delle due fazioni, le quali ovviamente si accusano a vicenda sia di aver violato per prime il cessate il fuoco, sia di effettuare bombardamenti sui quartieri residenziali delle zone interessate dagli scontri. I colpi di mortaio hanno danneggiato diverse centrali elettriche e quasi tutte le abitazioni sono rimaste senza corrente, gas e acqua, in un contesto dove la temperatura esterna oscilla tra i
meno 10 e i meno 15 gradi.


IL RISCHIO DI UN’EMERGENZA UMANITARIA


C’è il serio rischio di un’altra emergenza umanitaria e molti hanno azzardato un paragone tra Adveedvka e Aleppo. Le autorità locali stanno predisponendo l’evacuazione dei cittadini in pericolo. L’OSCE ha condannato fermamente quanto sta accadendo. «L’organizzazione è seriamente preoccupata dalla crescente violenza nell’est dell’Ucraina e dall’impatto di questa sulla popolazione civile. La recente ripresa dei combattimenti attorno a Yasnyuvata e Adveevka sta portando alla morte e alla distruzione da entrambe le parti, inclusi civili indifesi e questo non è accettabile», ha detto oggi un portavoce. «L’impatto dei combattimenti sulla popolazione civile è stato importante. Non c’è o c’è poco accesso all’acqua, al riscaldamento e all’elettricità per migliaia di persone in entrambi i lati della linea di contatto. Ci sono conseguenze umanitarie derivanti dalla corrente situazione climatica invernale».


Sempre l’OSCE, attraverso l’ambasciatore Ertugrul Apakan, capo della missione di monitoraggio dell’organizzazione in Ucraina (SMM), si è soffermato sulle conseguenze che questi scontri stanno avendo sulla popolazione civile. «L’SMM ha osservato danni alle abitazioni civili e alle infrastrutture».


LA SITUAZIONE MILITARE


La situazione militare è piuttosto complessa. Come nella maggior parte dei casi, le parti si accusano a vicenda di aver rotto la tregua, facendo a gara a chi ha ucciso più nemici. L’esercito ucraino dice di aver eliminato un centinaio di miliziani filorussi nelle ultime ore, mentre i rappresentanti della Repubblica di Donetsk, la regione dove per adesso si stanno concentrando gli scontri, affermano di aver fatto fuori circa 80 soldati dell’esercito di Kiev.


Intanto Poroshenko ha interrotto la sua visita ufficiale in Germania, dove ieri aveva incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Esteri di Berlino. La Merkel si è detta molto preoccupata per l’escalation delle violenze in Donbass, così come l’Unione Europea, che attraverso Federica Mogherini, Alto Rappresentante della politica estera di Bruxelles, ha chiesto l’immediata interruzione dei combattimenti. «I combattimenti intensi attorno ad Adveevka – ha detto la Mogherini – compreso i bombardamenti con armi pensati vietate, che hanno portato a un numero significativo di vittime, sono una violazione degli accordi di Minsk e stanno mettendo a rischio la popolazione civile. Chiediamo l’immediata cessazione delle ostilità». La Mogherini ha inoltre chiesto ad entrambe le parti di garantire «l’accesso completo e senza restrizioni nelle zone di conflitto» alla missione OSCE.


RECIPROCHE ACCUSE


Sul versante ucraino, le mosse di Poroshenko sono state essenzialmente tre. La prima è stata quella di convocare il Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina. Il leader della Bankova ha poi intenzione di porre la questione dell’escalation in Donbass al prossimo Consiglio di sicurezza dell’Onu, sperando in un appoggio del palazzo di vetro. Intanto, secondo quanto riportato dall’emittente russa TV ZVEZDA, Poroshenko ha firmato un decreto che potrebbe ha aperto le porte all’uso dell’aviazione militare sul Donbass.


I filorussi, invece, hanno invocato l’intervento internazionale. Denis Pushilin e Vladimir Degtjarenko, rispettivamente presidenti dei Consigli popolari delle Repubbliche di Donetsk e Luhansk, hanno lanciato un appello ai leader di Russia, Usa e Germania affinché fermino le azioni militari ucraine. «Facciamo un appello affinché si fermino le attività criminale dell’Ucraina contro il popolo del Donbass», hanno scritto in una nota pubblica dall’agenzia di stampa filorussa DAN. «Bisogna impedire a Poroshenko di sparare contro i civili e continuare con il blocco economico. Va fatto prima che sia troppo tardi. I filorussi sostengono che le forze armate dell’Ucraina stanno bombardando obiettivi civili, compresi sistemi di riscaldamento e di produzione dell’acqua, aggravando la minaccia di un disastro economico e umanitario in Donbass.


La situazione è davvero esplosiva e pericolosa anche sul fronte giornalistico. Secondo quanto riportato dai media russi, alcuni reporter delle tv NTV e LIFENEWS sono finiti sotto il fuoco incrociato sulla linea di contatto, nella regione di Kievski, alla periferia di Donetsk. Lenta.ru ha riportato che un operatore di LIFENEWS, Pavel Chuprina, è rimasto ferito a una gamba da alcune schegge. Anche un altro giornalista, stavolta dell’agenzia di stampa filorussa DAN, è stato ferito, ha scritto la TASS.


COME SI E’ ARRIVATI A QUESTO


Qui trovate le versioni (in inglese) delle due fazioni in conflittoL’esercito di Kiev accusa i filorussi di aver attaccato le proprie posizioni a partire da domenica, mentre il ministero della Difesa della DNR afferma che l’esercito governativo ha lanciato un’offensiva su Adveevka e Yasnyuvata, provocando una risposta.
 

Ad ogni modo, sono in molti a pensare che questa escalation sia collegata direttamente all’elezione di Donald Trump e alla sua conversazione dell’altro giorno con Vladimir Putin, dove si è parlato anche di est Ucraina. Per l’emittente tv ucraina TSN, dietro l’intensificazione dei combattimenti c’è una strategia russa per mettere pressioni ai maggiori organismi internazionali con l’obiettivo di rimettere in discussione gli accordi di Minsk raggiunti dall’ormai famoso Quartetto di Normandia. Dall’altro lato, c’è chi pensa che sia stata Kiev a dare il via all’offensiva, nel tentativo di mettere Donald Trump, che ha già dimostrato più volte di non voler mettere bocca nella questione ucraina, al contrario di Barack Obama, di fronte a una scelta e alla pressione dell’opinione pubblica mondiale.

 

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