Alberto Negri - Il prezzo del sangue in Medio Oriente
di Alberto Negri*
1) Nel 2011 la Turchia, con l'appoggio delle monarchie del Golfo tra cui il Qatar, pensa di mettere le mani sulla Siria ed estendere la sua influenza in Medio Oriente anche attraverso il sostegno ai Fratelli Musulmani. Assad era il "nemico perfetto": un regime dittatoriale in mano agli alauiti, ultima minoranza rimasta al potere nella regione e alleata degli sciiti. Ma questa politica espansionista neo-ottomana è affondata costringendo Erdogan a venire a patti con gli eredi di altri due Imperi, i russi e gli iraniani.
2) Gli Stati Uniti nel 2014 sono rimasti inerti di fronte all'avanzata dell'Isis in Iraq, occupato nel 2003 e abbandonato nel 2011, pensando che l'avanzata dei sunniti avrebbe bilanciato l'influenza iraniana e sciita, favorita dalla caduta di Saddam Hussein, accontentando così le rivendicazioni delle monarchie sunnite del Golfo, strette alleate di Washington. Piano fallito.
3) Anno 2017. Con l'intervento della Russia nel 2015 Assad, alleato dell'Iran, è restato in sella, l'Isis è retrocesso e le potenze sunnite, appoggiate da Israele, hanno chiesto agli Usa di ridimensionare la repubblica islamica iraniana e risfoderare i piani per un cambio di regime a Teheran.
4) Epilogo. Gli Usa e l'Europa appoggerano un altro conflitto per "sistemare l'Iran". Questo conflitto è già cominciato in Siria con le
operazioni militari americane, britanniche e giordane per tagliare il "corridio iraniano" di sostegno ad Assad e gli Hezbollah. E i jihadisti del Califfato e Al Qaida? Ognuno si occuperà dei "suoi" jihadisti che verranno riciclati in altre guerre regionali come lo Yemen.
5) Sintesi - Fate il conto dei morti, centinania di migliaia, dei profughi, a milioni, di intere nazioni frantumate e avrete il prezzo del sangue in Medio Oriente con le sue commesse militari, gli investimenti economici e finanziari: miliardi di dollari e percentuali di Pil. E il terrorismo jihadista in Occidente? Un danno collaterale fatale ma sopportabile perchè, come ripetiamo tutte le volte in occasione di tragici eventi, impediremo a chiunque di "cambiare il nostro stile di vita".
*Post Facebook del 8 giugno

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