Aleppo liberata - la posizione del partito comunista portoghese

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Aleppo liberata -  la posizione del partito comunista portoghese

di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

L'esito della battaglia di Aleppo, con la liberazione della parte orientale della città – precedentemente occupata dai gruppi armati che disseminano il terrore e la distruzione in Siria –, rappresenta un'importante sconfitta per gli Stati Uniti, le grandi potenze dell'Unione Europea e i loro alleati nella regione, come la Turchia, Israele e le dittature del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar.

La vittoria militare della Siria e del suo popolo è tanto più significativa se si pensa alla dimensione e all'intensità dell'abietta campagna di manipolazione e disinformazione veicolata dagli organi di informazione dominanti per nascondere e travisare.

Ancora una volta, coloro che in passato sono stati conniventi e si sono schierati sempre dalla parte della guerra, brandendo i più falsi pretesti e utilizzando le più diverse “vesti” di servizio (ONG, giornalista, commentatore, funzionario delle Nazioni Unite...), tornano ora cinicamente a presentare gli aggressori come “aggrediti”, i carnefici come “vittime”, i gruppi armati che praticano il terrore e sono responsabili dei più odiosi crimini come “ribelli”, i veri responsabili dell'autentico disastro umanitario in Siria come se fossero filantropi.


Di fronte alla possibilità di una sconfitta e tentando di andare in soccorso dei loro bestiali mercenari, si sono succedute nuovamente le iniziative da parte di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e dei loro delegati per dei “cessate il fuoco” sempre utilizzati per interrompere l'iniziativa delle forze patriottiche siriane e per dotare nuovamente di equipaggiamento i gruppi armati. C'è stato anche chi se l'è presa con la presunta “impotenza” della “comunità internazionale”, chiedendo senza vergogna l'intervento diretto armato degli Stati Uniti e della NATO ad Aleppo.

Anche se la liberazione della parte occupata di Aleppo non rappresenta la fine della guerra di aggressione imposta da quasi sei anni contro la Siria e il suo popolo, essa costituisce un importante rovescio per i piani di frammentazione del paese, che avevano nell'occupazione di Aleppo da parte di gruppi di mercenari armati uno dei principali pilastri.

Ma non solo. L'esito della battaglia di Aleppo rappresenta, in primo luogo, la vittoria della resistenza ostinata di un popolo di fronte a una barbara operazione di destabilizzazione e aggressione scatenata dall'imperialismo. Tra l'altro, sulla scia delle guerre di aggressione contro la Jugoslavia, l'Iraq, l'Afghanistan, la Libia, lo Yemen e tanti altri popoli e paesi, con il loro incommensurabile bagaglio di crimini, morte e distruzione – che alcuni, complici, cercano in ogni modo di far dimenticare.

Sappiamo che l'imperialismo non desisterà tanto facilmente dai suoi tentativi. Vediamo i “giuramenti” dell'Arabia Saudita e del Qatar sulla continuazione dell'appoggio ai gruppi di mercenari armati e sulla richiesta di deposizione del presidente siriano. Si veda l'ammissione da parte di Erdogan del reale obiettivo dell' “entrata” delle truppe turche in Siria: la sconfitta del legittimo governo di uno Stato sovrano è in definitiva l'unico e vero scopo dell'operazione di destabilizzazione e di aggressione alla Siria, insistentemente proclamato dagli Stati Uniti e dai loro alleati nella guerra, compresi quelli della NATO, in un evidente atto di aggressione che viola le più fondamentali norme del diritto internazionale. Mentre la Siria e il suo popolo hanno lottato e lottano in difesa della sovranità e dell'integrità territoriale del loro Stato, con l'importante appoggio degli alleati, in particolare della Federazione Russa.

Rifiutando la menzogna e non cedendo alle manovre di pressione, deve continuare la solidarietà con la resistenza della Siria e del suo popolo. E' dalla loro parte che sta il Partito Comunista Portoghese.

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