Anche la Francia a un passo dalla deflazione

Con la Germania in deflazione salariale il riequilibrio per i paesi della periferia è impossibile

2295
Anche la Francia a un passo dalla deflazione

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

I prezzi in Francia sono diminuiti dello 0,6% a gennaio rispetto al mese precedente e si contrarranno ulteriormente nei mesi prossimi senza una riduzione delle imposte. I prezzi delle merci sono crollati del 3% e quelli dei vestiti addirittura del 15,4%. Si è verificato, secondo Ambrose Evans Pritchard nel suo ultimo post sul suo blog, esattamente quello che l'Observatoire Economique aveva previsto sarebbe accaduto un anno fa, a causa della tripla morsa di austerità fiscale, restrizione monetaria passiva e deleveraging draconiano bancario. 
 
Sorpresa, prosegue ironicamente il Columnist del Telegraph, l'offerta monetaria della zona euro M3 si sta contraendo da marzo. In molti sorrisero alle previsioni dell'Observatoire, nessuno sta ridendo ora. Come ha dichiarato il Fondo Monetario Internazionale, l'Europa è a uno shock esterno solo dall'ingresso nella deflazione. “Nell'area euro, il tasso basso d'inflazione complica il compito nella periferia, dove il peso reale del debito sia pubblico che privato si accrescerà mentre il tasso di interesse reale aumenta”, si legge in un rapporto del Fmi ripreso da Evans-Pritchard.  
 
Non è un mistero da dove possa provenire questo shock: le banche centrali americane e cinesi stanno agendo con politiche restrittive che stanno mettendo nei guai i mercati emergenti. Un numero sempre maggiore di paesi è costretto a aumentare i suoi tassi d'interesse per difendere le proprie valute, creando le base per un'ulteriore restrizione monetaria.
 
Gli ottimisti continuano a ritenere che la locomotiva tedesca riuscirà a portare la zona euro fuori dal pantano, ma gli ultimi dati mostrano come i salari tedeschi sono diminuiti dello 0,2% nel 2013. Anche la Germania è in deflazione salariale. E quindi si chiede il columnist del Telegraph: “come diavolo possono recuperare la loro competitività persa con Berlino Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia con la “svalutazione interna” se i salari tedeschi diminuiscono?
 
C'è una soluzione tecnica e, secondo Ambrose Evans Pritchard, si chiama Quantitative easing: la Banca centrale europea può riequilibrare la situazione lanciando un blitz monetario per adempiere al suo obiettivo di 4,5% sull'offerta monetaria M3. Sfortunatamente la Corte costituzionale tedesca ha già aumentato l'asticella per il Quantitative easing a un tale livello che la Bce dovrà aspettare fino all'inizio di un nuovo shock esterno. Ma allora potrebbe essere troppo tardi. 
 
Contrariamente a un'opinione molto diffusa, non c'è nessun limite legale contro il QE - Maastricht proibisce la monetarizzazione del debito ma non operazioni di mercato aperto (QE) necessari per la stabilità monetaria - e Mario Draghi ha dichiarato come non sia illegale e rimanga un'opzione percorribile. Il vincolo è interamente politico e ideologico, guidato dalla paura che gli euroscettici tedeschi possano chiedere un nuovo parere alle corti nazionali. La zona euro è quindi in un impasse totale. Cosa accadrà se la flebile ripresa dovesse fallire nuovamente? Si avrebbe, conclude Evans-Pritchard, una "nipponizzazione" della zona euro.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere   Una finestra aperta Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia di Francesco Santoianni La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

La “Sinistra Antagonista” e il ritorno della Scia

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici di Paolo Desogus I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca di Marinella Mondaini Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia? di Giuseppe Giannini Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Coloni israeliani: lo schifo UE di Giorgio Cremaschi Coloni israeliani: lo schifo UE

Coloni israeliani: lo schifo UE

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti