Basta baciare le mani che ci strangolano: l'Italia siamo noi
di Maurizio Vezzosi
L'emergenza sanitaria in corso sta producendo quella che per l'Italia si delinea come la più grave situazione dagli ultimi 75 anni. L'accanimento contro la sanità pubblica ha chiuso ospedali, presidi di pronto soccorso, reparti di terapia intensiva e di rianimazione. I tagli dissennati all'istruzione, lo smantellamento dell'intervento dello stato nell'economia, la cancellazione di ogni direzione industriale hanno contribuito a produrre la situazione che stiamo vivendo.
Il prevedibile crollo della Borsa di Milano prefigura, in assenza di misure serie, l'intento di affaristi e speculatori di far man bassa dell'ossatura economica di questo paese. Mentre la Cina organizza una raccolta fondi per sostenere l'Italia e invia alle strutture sanitarie italiane 1.000 ventilatori per la respirazione, 50.000 tamponi, 20.000 tute protettive, 100.000 mascherine ad alta tecnologia, 200.0000 di mascherine ordinarie, gli “alleati” europei considerano evidentemente fuori luogo ogni genere di sostegno nei confronti del nostro paese. Contemporaneamente gli “alleati” d'oltreoceano, gli Stati Uniti, inviano in Europa altri 30000 militari per quelle che si profilano come le più imponenti esercitazioni militari condotte dalla Nato nella sua storia: una decisione confermata nel bel mezzo di un'epidemia che interessa il continente dove le esercitazioni si svolgeranno.
Mentre il comandante generale delle truppe Usa in Europa si trova in quarantena, il programma di esercitazioni è già stato abbandonato da Norvegia e Finlandia a causa dell'epidemia in corso.
Su indicazione “alleata” l'Italia sostiene le sanzioni contro Siria, Federazione Russa ed Iran, quest'ultimo colpito dalla stessa emergenza con cui il nostro paese sta facendo i conti: l'Italia paga queste sanzioni, e tutte le controsanzioni, con miliardi e miliardi di danni economici.
L'Unione Europea pretende dall'Italia la firma del trattato sul MES, ignorando la situazione che sta vivendo il nostro paese: l'Unione Europea ha addirittura posto la firma del trattato come condizione necessaria per accedere alla possibilità di sforare i vincoli di bilancio da lei imposti.
Già deindustrializzata e vulnerabile prima di quest'emergenza, l'Italia si trova a fare i conti con una situazione che rischia di assumere le dimensioni della catastrofe.
L'Italia deve imparare dai propri errori e smettere di baciare le mani che la strangolano: l'Italia siamo noi.

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