“Basta, la rivoluzione è finita”, l'ex primo ministro di Mubarak, Ahmed Shafik
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Il voto del primo turno delle presidenziali egiziane sembra chiudere definitivamente la stagione di piazza Tahrir. Al ballottaggio del 16-17 giugno l’Egitto sarò guidato da un esponente del regime di Mubarak, Ahmed Shafik, oppure da un islamico conservatore, Mohamed Morsi, in testa, dopo lo spoglio di quasi il 90% delle schede. L’opposizione emersa in piazza durante la rivoluzione anti-Mubarak non è riuscita a produrre un candidato unico, e ora il Paese si trova più spaccato di prima. Shafik è un laico anti-islamista e i voti dei credenti probabilmente andranno a Morsi, mentre i liberali e i moderati si tormentano con il dilemma se appoggiare un ex del regime rovesciato pur di evitare un presidente che si ispirerebbe al Corano.

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