BELGIO STATO FALLITO? LA CAVOLATA DI QUESTI GIORNI DEI GIORNALI
Non capisco il senso della definizione di "Stato fallito" data al Belgio. Serve forse a nascondere, far dimenticare, oscurare all'opinione pubblica, che una tale definizione ha un storia, contorni e responsabilità assai chiare e che sarebbe bene riprendere anche brevemente? Può darsi.
I veri "Stati falliti" li abbiamo sotto gli occhi da tempo: l'Afghanistan, il Kosovo, la Libia, l'Iraq in parte, mentre la Siria è in lotta per non cadere nella categoria tanto di moda. Ebbene, non vi viene in mente nulla? Eppure c'è una data di inizio di questo processo (altamente strategico) di distruzione e disintegrazione di Stati: quel 1979 che vide in azione in Afghanistan le prime armate dell'estremismo islamico, impegnate in una guerra civile (alimentata dall'estero) i cui malefici frutti sono ancora sotto gli occhi di tutti. Eppoi c'è tutto il fallimento della Libia dopo l'intervento Nato, il "califfato" di fatto nei Balcani, tra narcotraffico e jihadismo.
E gli stessi cui ricade la responsabilità della "esportazione del fallimento" non stanno e non staranno fermi: hanno messo in moto con queste sperimentazioni un processo di apprendimento per far fallire, disintegrare, ridurre al collasso ben altri Paesi. Inutile ricordarveli...
Diego Angelo Bertozzi

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