Catalogna: Mas promette l'indipendenza

Ultima tesa giornata di campagna elettorale. Gli indipendentisti promettono il referendum separatista

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Catalogna: Mas promette l'indipendenza

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Ultimo giorno di campagna elettorale in Catalogna. Nella regione che rappresenta da sola un quinto dell’economia spagnola, il voto di domenica potrebbe determinare conseguenze importanti per il futuro del paese iberico. Gli ultimi sondaggi concordano nel dare la vittoria ai nazionalisti, autonomisti e recentemente convertiti all’indipendentismo di Convergencia Y Unió. L’attuale presidente del partito e della regione, Artur Mas, la notte scorsa a Tarragona ha auspicato di essere l’ultimo presidente “di una Catalogna che lo Stato spagnolo sta cercando di distruggere”, ha dichiarato. Se il CiU dovesse vincere le elezioni del 25 novembre, infatti, Mas ha promesso che gli elettori della comunità autonoma spagnola saranno chiamati nuovamente alle urne per un referendum sull'indipendenza.
Mas ha, inoltre, parlato di “campagna sporca”, con riferimento alle accuse di corruzione fatte circolare sul suo conto da ambienti del PP di Mariano Rajoy: lo stesso premier spagnolo è peraltro intervenuto nella campagna elettorale catalana, promettendo aiuti economici e invitando gli elettori a “non comperare un biglietto di sola andata per il nulla”, con riferimento all’indipendenza che gode però in questo momento di un’ampia maggioranza. Dopo l’impressionante marcia indipendentista di settembre, la tendenza è confermata dai sondaggi: Convergencia Y Unió non dovrebbe avere la maggioranza assoluta, ma la supererebbe insieme agli indipendentisti di sinistra. E ad oggi un’alleanza tematica appare più che possibile.
Nei giorni scorsi Mas ha assicurato che il processo di indipendenza della Catalogna andrà avanti se il CiU, insieme ad altri partiti di stampo separatista, otterrà la maggioranza al parlamento catalano. La Catalogna non vuole "perdere tempo" aveva ribadito Mas all'emittente radiofonica Cadena Ser, aggiungendo che se il Ciu vince le elezioni convocherà subito un incontro con tutti i partiti catalani per valutare un referendum sul futuro della regione. Dopodichè il parlamento regionale discuterà ed approverà il referendum.
Ma a prescindere dal risultato di domenica prossima, una eventuale Catalogna indipendente sarebbe fuori dall'Unione Europea e dovrebbe aprire dei negoziati per entrare a farne parte. Infatti, alla domanda se la Catalogna dovrebbe cominciare da zero il negoziato d'adesione, il presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, a margine del vertice iberoamericano di Cadice, aveva risposto con un chiaro "sì"."La situazione giuridica - aveva aggiunto Barroso- non è mutata dal 2004, il Trattato di Lisbona non ha introdotto nessun cambiamento a questo riguardo". Il tema europeo è centrale per la campagna degli indipendentisti catalani, uno dei loro principali slogan è infatti "Catalogna, stato d'Europa". Per il momento, comunque, non resta che attendere il risultato di domenica prossima. Il conto alla rovescia è cominciato La Catalogna risente di un forte debito - che supera i 41 miliardi di euro - e recentemente è stata costretta a chiedere un aiuto di 5 miliardi di euro alla capitale spagnola. Ad accentuare il desiderio secessionista del leader del CiU ci ha pensato quindi, e soprattutto, anche la crisi economica che sta piegando l'intero Paese. Secondo Mas la sua regione avrebbe resistito meglio alla crisi se non avesse dovuto consegnare parte delle sue entrate fiscali alle regioni più povere della Spagna. I detrattori del premier, invece, sostengono che in realtà il presidente della Generalitat de Catalunia abbia montato la campagna separatista per fare dimenticare ai cittadini i suoi tagli alla sanità e all'istruzione.  

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