Colombia: De la Espriella si autoproclama presidente, Cepeda impugna 33.000 seggi

Bogotà blindata, strade bloccate, manifestazioni in difesa della democrazia. De la Espriella giura fedeltà alla Costituzione. Cepeda promette di rispettare il responso finale. Ma la frattura resta aperta

2302
Colombia: De la Espriella si autoproclama presidente, Cepeda impugna 33.000 seggi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Non c'è un vincitore certo, non ancora. La notte elettorale in Colombia si è chiusa con due candidati che guardano nella direzione opposta e un paese in attesa che i numeri parlino con la voce della legge. Per adesso si tratta solo del preconteggio. Abelardo de la Espriella, il candidato della destra neoliberista e trumpiana, si è già proclamato presidente. Ma la proclamazione, in questo momento, non vale nulla e non è ufficiale.

Perché la vittoria, quella vera, è appesa a un filo di 250.830 voti. Una distanza minima, su oltre 25 milioni e mezzo di schede. Nel preconteggio della seconda tornata, de la Espriella ha raccolto il 49,6% delle preferenze, Iván Cepeda il 48,7. Un margine che il quotidiano El Tiempo ha definito come il più stretto della storia recente del paese.

E allora si torna a contare, uno per uno, i voti. Nei prossimi giorni 9.300 giudici e notai, distribuiti nelle commissioni scrutatrici, passeranno al setaccio ogni singolo verbale. Il processo è appena cominciato. E il tempo, da questo momento, gioca un ruolo decisivo.

Iván Cepeda, il candidato della sinistra, ha già alzato il tiro. Ha annunciato l'impugnazione di 33.000 seggi in tutto il paese. "Il preconteggio - ha spiegato - non ha carattere ufficiale né vincolante". Parole pesanti, che spostano la partita sullo scrutinio definitivo, l'unico che può consegnare le chiavi del palazzo presidenziale. Dal palco del teatro Royal Center di Bogotà, Cepeda ha chiesto calma ai suoi sostenitori e ha ribadito che, una volta concluse le verifiche, il suo campo accetterà il responso finale. Ma ha anche lanciato un messaggio chiaro: la sinistra non permetterà che si tocchino le conquiste sociali raggiunte negli anni al governo di Petro.

Il presidente uscente, Gustavo Petro, ha scelto un profilo basso e al tempo stesso deciso. Dal suo account X, il messaggio è stato netto: si impugnino le schede prive della firma dei giudici. E poi l'appello a non cadere nella trappola della violenza. "La pace oggi è fondamentale", ha scritto. Ha descritto un paese "spaccato a metà", ha parlato di ingerenze straniere lanciando strali verso i sionisti di Israele e ha avanzato l'idea di un accordo nazionale per tenere insieme i pezzi di una società divisa.

Dall'altra parte, de la Espriella non ha aspettato. Dal monumento della Ventana del Mundo, a Barranquilla, ha giurato fedeltà assoluta alla Costituzione e ha promesso che governerà per tutti, non solo per chi lo ha votato. "Non ci saranno vincitori né vinti, non ci saranno ritorsioni né persecuzioni", ha detto. Parole che suonano come un (fasullo) invito alla pacificazione, ma che arrivano mentre le strade di Bogotà già si riempiono di manifestanti, bloccati gli incroci, ferma la mobilità. La democrazia, gridano, va difesa.

L'uomo che si cela dietro il titolo di "Tigre"

Per comprendere fino in fondo la posta in gioco, occorre guardare al volto di chi si candida a guidare il paese. Abelardo de la Espriella non è un politico di professione. È un avvocato mediatico, un imprenditore milionario che ha costruito la sua fortuna tra immobiliare, commercio di alimenti, allevamento e uno studio legale che ha difeso clienti scomodi, da Alex Saab, uomo vicino al presidente venezuelano Nicolás Maduro, a individui legati al paramilitarismo. Si definisce un "outsider", ma il suo vicepresidente è un ex ministro del governo Duque e il suo principale alleato politico risponde al nome di Alvaro Uribe. Una contraddizione che i suoi critici non mancano di sottolineare.

Il suo discorso è un collage di riferimenti espliciti. Ammira Nayib Bukele, Javier Milei e Donald Trump. Da El Salvador prende l'idea delle megacarceri, dall'Argentina la "motosierra" contro lo Stato, dagli Stati Uniti la retorica anti-woke e il rifiuto del politicamente corretto. Si è dichiarato "anti-woke", ha scatenato polemiche per battute giudicate machiste e omofobe, ma ogni critica sembra scivolare via. Il suo team politico rifiuta l'etichetta di estrema destra e preferisce parlare di "estrema coerenza", ma le sue promesse di campagna parlano un linguaggio chiaro: bombardare i campi di coca, abbattere gli aerei dei narcotrafficanti, smantellare la politica di "pace totale" di Petro e dichiarare guerra senza quartiere alle dissidenze armate. La sicurezza è stata la sua bandiera, e ha funzionato.

Si presenta come il salvatore, l'uomo della mano dura contro il crimine, la corruzione, l'illegalità.

La parola ai giudici

Ma chi deciderà davvero? La risposta è scritta nella legge. La Registraduría, come ha ricordato il suo direttore Hernán Penagos, non conta i voti: raccoglie i dati, coordina le operazioni, ma la parola finale spetta al Consiglio Nazionale Elettorale. Saranno i giudici a proclamare il prossimo presidente. E il verdetto arriverà solo dopo lo scrutinio municipale, poi quello dipartimentale, infine quello nazionale. Un percorso a tappe.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti