Come garantire uno sviluppo sostenibile in Cina
L'inquinamento il peggior ostacolo al "sogno cinese" di Xi Jinping
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Da un recente viaggio a Pechino, Gideon Rachman in Toxic smog smoothes Chinese dream sostiene come il livello d'inquinamento in Cina è talmente alto che rischia di ostacolare l'obiettivo del neo presidente Xi Jinping di creare un “sogno cinese” alternativo a quello americano. Il livello di smog a Pechino dimostra come la nuova leadership al potere debba rivedere i suoi obiettivi nazionali: che senso ha, del resto puntare su uno sviluppo economico rapido, se poi si creano città dove è pericoloso solo respirare?
In uno studio pubblicato lo scorso anno, la rivista medica The Lancet ha indicato come in Cina il livello di inquinamento nell'aria ha causato oltre mille morti premature nel 2010 e come Pechino abbia registrato un aumento del 60% in casi di cancro ai polmoni nell'ultimo decennio. Un noto attivista ambientale, Ma Jun, ha, infina, sottolineato come addirittura molte scuole, cinesi e straniere, vietino ai bambini di giocare fuori nei giorni di peggior smog.
Il problema, continua Rachman nella sua analisi, è che, nonostante la questione dell'inquinamento rappresenti un motivo di imbarazzo crescente a livello internazionale, i politici continuano a considerare la crescita l'obiettivo primario ed il motivo principale fondante la loro legittimità. Noti accademici filo-regime come Zhang Weiwei sostengono come un sistema ad un partito non ha bisogno di un mandato democratico, perché ha la legittimità della “performance”. Nonostante il Politburo faccia bene a rimarcare come milioni di cinesi siano recentemente usciti dalla fascia di povertà, il problema dell'inquinamento indica secondo il Columnist del Financial Times come ci sia bisogno per la nuova leadership di Xi di nuove misure più ecologiche per valutare questa “performance”. Non è solo l'aria, ma anche i fiumi, per i rifiuti industriali, ed una serie di scandali per la sicurezza alimentare che devono trovare una pronta risposta.
Alcune misure da adottare sono ovvie: combustibili meno inquinanti per le auto ed imporre un tetto alle emissioni per industrie. L'imposizione di questi decreti comporta un conflitto diretto alle potenti industrie energetiche statali del paese, ma senza un intervento immediato la situazione potrebbe presto collassare, se si considera che il numero delle macchine sulle strade quadruplicherà nel 2030.
La Cina può prendere a riferimento alcune misure già prese da città come Londra e Los Angeles che hanno con successo combattuto l'inquinamento nel passato, ma parte da una situazione oggettivamente molto più difficile. Il fatto, tuttavia, che gli attivisti ambientali come Ma Jun hanno oggi il permesso di esprimere le loro opinioni, rappresenta un segnale importante della volontà del governo di agire e di incoraggiare un dibattito pubblico. Inoltre, mentre in passato i dati sulla qualità di Pechino erano rilasciati solo dall'ambasciata americana, ora il governo aggiorna il livello di inquinamento presente nell'aria in tempo reale, in modo che le persone possono controllare sui loro smartphones i livelli delle loro città.
Xi ha chiarito come il suo obiettivo sia quello di restaurare la grandezza della Cina. Ma la grandezza, conclude Rachman, può essere definita in tanti modi: mentre il paese oggi può considerare il rispetto internazionale per un dato assodato, il prossimo “sogno” dovrebbe essere quello di garantire aria ed acqua pulita. E prima ancora un dibattito pubblico su come raggiungerlo.

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