Come i media (dis)informano sull'Ebola. Marcello Foa

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Come i media (dis)informano sull'Ebola. Marcello Foa


 
Sui mezzi di comunicazione che stanno raccontando l'emergenza Ebola, Marcello Foa sul suo blog scrive come solo da settembre, da quando il presidente Obama ha deciso l’invio di 3 mila soldati per fronteggiare l’emergenza, la questione è diventata un caso mondiale
 
“Il virus di Ebola rappresenta una minaccia globale che richiede una risposta davvero globale”, aveva dichiarato Obama il 16 settembre. Da quel momento i media hanno cambiato atteggiamento, secondo meccanismi di condizionamento psicologico ben noti, passando dall’apatia all’ansia.
 
Il problema, prosegue Foa, è che scavando a fondo si trova, per ammissione delle stesse autorità americane, che i 3’000 soldati inviati nell’Africa occidentale non sono addestrati per far fronte a questo virus ovvero non servono a niente. Ma allora perché mandarli? E perché l’Unione europea vuole inviarne a sua volta?
 
Mentre l'OMS avverte il mondo che una nuova Peste si abbatterà a breve sul mondo, il portale dell’Epidemiologia per la salute pubblica che pubblica una sintesi equilibrata della situazione, rende noto che le probabilità di contagio per i residenti nelle zone a rischio sono piuttosto basse: Il rischio di infezione per turisti, visitatori o residenti nelle aree affette è considerato basso se viene evitato il contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di persone infette (vive o decedute) e vengono seguite precauzioni generali: evitare il contatto con animali selvatici vivi e/o morti, i rapporti sessuali a rischio, il consumo di cacciagione locale e di frutta e verdura se non bene lavata e sbucciata. È raccomandato inoltre il regolare lavaggio delle mani. Ovvero, sottolinea Foa, le normali precauzioni che si prendono quando si viaggia in Africa.
“Delle due l’una: o ci troviamo di fronte davvero a una minaccia dagli effetti potenzialmente devastanti, una nuova Peste Nera e chi sa davvero, le autorità, lo lascia intendere preparando l’opinione pubblica al peggio ma non osa ancora affondare il colpo;
o si tratta dell’irresponsabile ma purtroppo non sorprendente strumentalizzazione di un virus che esiste ma la cui rilevanza è al più locale, dunque circoscritta come già avvenuto in passato. E se questo fosse il caso bisognerebbe domandarsi a quali fini. E magari, per una volta, chiederne conto ai responsabili”, conclude Foa.

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