Come mai la Cina può aumentare i salari? Ce lo spiega Marx
di Kartana
Ora lo posso scrivere. Marx, nel Primo Libro de Il Capitale, al capitolo tredicesimo, La legge generale dell'accumulazione capitalistica, pone l'accento su un fattore determinante, le "condizioni generali della produzione", vale a dire quei fattori che incidono sull'accumulazione, sulla produttività totale dei fattori produttivi, e dunque sul valore, sul profitto.
La Cina, nei decenni passati, è vero che ha fatto arrivare investimenti esteri con salari bassi rispetto agli standard occidentali, ma nel frattempo, con i soldi che accumulava, ha concentrato investimenti nelle condizioni generali della produzione, vale a dire logistiche, informatiche, infrastrutturali ed elettriche.
Ciò ha portato ad uno sviluppo estremo della produttività, e dunque, dell'estrazione del valore, unico al mondo, che il balzo dei salari ha intaccato solo parzialmente.
Se dunque ora l'incidenza sul pil della digitalizzazione è pari al 51,3% ciò porta ad un ulteriore fattore della condizioni generali della produzione e, dunque, della produttiivtà totale dei fattori produttivi.
Conseguenza vuole che hanno ancora margini per aumenti salariali e potrebbero essere all'avanguardia, come scriveva ieri Guido Salerno Aletta, nella riduzione dell'orario di lavoro sul modello francese.

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