Come porre fine al dramma in Siria?

La migliore soluzione resta la creazione di una forza di peacekeeping internazionale

1523
Come porre fine al dramma in Siria?

A conclusione del suo viaggio tra Yemen, Siria e Turchia, Thomas Friedman in Tell Me How This Ends sottolinea come nel futuro la domanda non deve essere chi governerà nella regione, piuttosto riuscirà a farlo qualcuno?
C'è da sperare, afferma il Columnist del New York Times, che a prevalere siano le aspirazioni democratiche, ma devono competere con diverse forze in gioco: gli islamici, i gruppi d'opposizione tribali. Inoltre, la vera questione rimane che, dopo 50 anni di esplosione demografica, mal gestione ambientale e stagnazione dal punto di vista di occupazione ed educazione, questi paesi sono al momento non governabili da nessun gruppo o ideologia unica. 
In Egitto, Yemen, Siria è comune vedere classi elementari con 70 bambini ed un insegnante non preparato, nessun computer e nessuna materia scientifica nei corsi formativi. L'unico modo di mobilizzarsi resta per questo la forza e la violenza, ma per attuare le riforme economiche richieste dal Fondo Monetario internazionale ed intraprendere il sentiero della crescita sostenibile è necessario che sunniti, cristiani ed alawiti in Siria; le diverse tribù in Yemen e Libia; Fratellanza Musulmana, salafiti e liberali in Egitto inizino a lavorare insieme. Del resto, nel mondo globalizzato di oggi, senza educazione, infrastrutture  e fondazioni economiche non si hanno gli strumenti a disposizione per poter sperare di godere dei vantaggi esistenti.
Nell'assenza di un leader come Nelson Mandela in grado di creare un clima di fiducia generale tra i diversi gruppi, Friedman è però abbastanza pessimista che possa avvenire un risveglio nazionale in grado di riappacificare i diversi gruppi. Se si vuole, in particolare, che la caduta di Bashar al-Assad sia seguita da un regime democratico e pluralistico in Siria, non serve armare i ribelli ma è necessario organizzare una forza internazionale di peacekeeping a gestire la transizione. Altrimenti, quando Assad verrà rovesciato, ci saranno almeno due guerre in Siria: da un lato, tra sunniti ed alawiti, la setta che rappresenta Assad e che combatterà per difendere i loro privilegi; d'altro lato, una guerra scoppierà all'interno dell'opposizione – tra islamisti e le forze più secolari che hanno visioni differenti sulla futura Siria. Per questo solo una forza di peacekeeping potrebbe cercare di forgiare una nuova Siria. 
Se l'obiettivo per gli Stati Uniti resta quello di armare i ribelli per interessi nazionali — in particolare frenare l'influenza di Iran ed Hezbollah a Damasco — allora il paese sarà frammentato in tre parti: una sunnita, una alawita ed una curda e non sarà possibile permettere ai siriani di indirizzare le loro sfide di sviluppo. Prima di inviare armi a qualcuno, è questa la conclusione di Friedman indirizza direttamente ad Obama, si deve prima sapere se verranno utilizzati a raggiungere gli obiettivi prefissati.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti