Con le sue lamentele, Petro Porošenko ormai ha stancato l’Europa.

“L’Ue non sa come comportarsi con la Russia; non ha una strategia". L'ambasciatore ucraino a Bruxelles

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Con le sue lamentele, Petro Porošenko ormai ha stancato l’Europa.


di Olga Beznyuk

Porošenko, convinto che le sanzioni decise dall’Europa contro la Federazione Russa non sono molto efficaci, ha sollecitato un incontro al vertice con gli esponenti della politica europea. Incontro che non ha ricevuto l’assenso dell’UE che ha al contrario consigliato all’attuale capo dello Stato Ucraino di non lamentarsi della mancata attenzione nei suoi confronti da parte dell’Occidente.  
 
Nonostante l’embargo totale sulle esportazioni di merci dalla Crimea e il rafforzarsi delle sanzioni economiche nei confronti della Russia, Kiev si dichiara non soddisfatta dei piani stabiliti dall’Unione Europea. I politici ucraini, infatti, considerano tali misure molto simboliche e parlano di retorica uuropea nei confronti della Russia. In realtà – scrive Die Welt – l’UE non è preoccupata e non vede necessario un incontro con il Presidente Ucraino. Il giornale tedesco aggiunge che Porosenko ha previsto a breve scadenza una visita a Bruxelles. La sua intenzione è informare di ciò che accade ultimamente in Ucraina, ma Bruxelles non appare intenzionata all’incontro per non danneggiare il dialogo con Vladimir Putin. Del resto l’Unione Europea non ha raggiunto un unanime atteggiamento nei confronti del presidente russo. La posizione ucraina è confermata dal fatto che già prima, Kiev segnalava che le sanzioni contro la Russia non erano sufficienti e insisteva sul loro inasprimento fino a staccare la Federazione Russa dal sistema internazionale di pagamento SWIFT. 
 
Una divergenza nascosta, dunque, diplomaticamente evidenziata dall’ambasciatore di Kiev presso l'Unione Europea, Konstantin Eliseev. In proposito ha detto “l’Ue non sa come comportarsi con la Russia; non ha una strategia. Questo è un grosso problema”. Nel frattempo in Ucraina le preoccupazioni sono in crescita ci sono: calo di valuta, programmi di risparmio, licenziamenti possibili, aumento del prezzo del gas. Il problema più importante è quello che il paese ha bisogno di denaro. Il tutto è confermato dalla richiesta del Primo Ministro Ucraino, Yarseni Yatsenyuk, di una “conferenza per la donazione per l’Ucraina”. Ma alcuni esperti circa un eventuale raccolta di fondi hanno espresso grandi perplessità sulla loro destinazione ed uso da parte dei governanti. E per i prestiti esprimono forti dubbi sulla loro restituzione nel prossimo futuro.

L’Ucraina costerà caro all’Occidente. 

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