Contro il terrorismo la Francia sceglie la censura online
"Non si è fatta attendere la risposta del governo di Parigi all’attentato terroristico che il 7 gennaio ha insanguinato la redazione del quotidiano satirico Charlie Hebdo e con essa tutta la Francia", scrive sul Fatto Quotidiano Guido Scorza, docente, avvocato e giornalista.
"A neppure ventiquattro ore dall’attentato, infatti, Parigi ha trasmesso a Bruxelles – come impone la disciplina europea della materia – lo schema di un decreto attraverso il quale il governo di Hollande intende affidare alla polizia postale francese il potere di ordinare – direttamente agli internet service provider – il blocco di interi siti internet ritenuti responsabili della pubblicazione di contenuti che istigano ad azioni terroristiche o ne fanno apologia".
"Si tratta, nella sostanza, di una soluzione sovrapponibile a quella già utilizzata, anche nel nostro Paese, per la lotta alla pedopornografia online che, tuttavia, la Francia, vorrebbe ora allargare ad una serie di reati dichiaratamente di opinione quali sono, appunto, quelli di istigazione o apologia di atti terroristici".
Come spiega Scorza, "tirare una linea di confine tra l’esercizio legittimo della libertà di parola e l’istigazione o l’apologia di un atto di terrorismo è un “esercizio” difficile persino per un giudice che sia chiamato ad assumerlo con i tempi ed i modi di un processo per quanto sommario.

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