Crisi diplomatica tra Spagna e Argentina sul caso Repsol

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Crisi diplomatica tra Spagna e Argentina sul caso Repsol

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Le tensioni tra Spagna e Argentina, nate da indiscrezioni su una possibile nazionalizzazione della filiale YPF del gigante petrolifero ispano-argentino Repsol, sono ulteriormente peggiorate venerdì con la convocazione dell'ambasciatore d'Argentina a Madrid. Il malessere è quindi sfociato in crisi diplomatica, con l'intervento addirittura della Commissione europea per richiamare l'Argentina “a proteggere gli investimenti stranieri sul suo suolo”. Nodo della discordia, l'eventualita' di una presa del controllo da parte dello Stato della YPF, filiale ancora di proprieta' della Repsol con il 57,4%, malgrado una strategia di disinvestimenti che va avanti da alcuni anni. Ieri la presidente argentina Cristina Kirchner ha incontrato i governatori provinciali per esaminare la possibilita' di fare della YPF un'impresa mista. La filiale argentina pesa per due terzi nella produzione di greggio della Repsol (62%) e su quasi la meta' della sue riserve (1 miliardo di barili su 2,2 miliardi).
Il gesto dello stato argenitino è stato considerato come un attto di ostilità a Madrid, che ha messo in guardia contro un'agressione" che violerebbe "il principio di sicurezza giuridica” e invocato il dialogo per risolvere questa controversia. Il ministro degli affari esteri, José Manuel Garcia Margallo, ha richiamato l'ambasciatore argentino a Madrid, Carlos Bettini, per riportare a Buenos Aires la preoccupazione di Madrid. 

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