Dalla storia alla strategia: come il Venezuela organizza la sua difesa nazionale
Nell’edificio che un tempo ospitava l’Osservatorio Juan Manuel Cagigal — dove veniva trasmessa l’Ora Legale del Venezuela grazie a un orologio atomico ancora conservato — oggi opera la Milizia Nazionale Bolivariana. Il comandante Orlando Romero rivendica la custodia di questo simbolo scientifico e sottolinea la posizione strategica della struttura che domina Caracas.
In un’intervista a forte contenuto geopolitico, Romero descrive gli Stati Uniti come una potenza “in declino”, impegnata a difendere la propria egemonia in un mondo sempre più multipolare, in cui emergono nuovi centri di potere come Cina, Russia e India. Alla luce del dispiegamento militare statunitense nel Mar dei Caraibi, il generale avverte che un’aggressione “potrebbe verificarsi”, ma mette l’accento sulla forza della difesa territoriale venezuelana: una Milizia popolare di massa, una società organizzata e una rete di “corpi combattenti” formati dai lavoratori delle imprese strategiche del Paese.
Per Romero, la Milizia moderna è l’erede diretta delle insurrezioni popolari del 1810 e della Guerra Federale: un modello di difesa integrale in cui ogni comunità — e ogni cittadino — diventa parte attiva del sistema nazionale contro qualsiasi minaccia esterna. Una visione che unisce storia, deterrenza e identità bolivariana, proiettando il Venezuela nel quadro di un mondo in trasformazione.
Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

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