Dazi, per gli interessi di un gigante franco-tedesco (Airbus) moriranno altri piccoli imprenditori (e lavoratori) italiani

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Dazi, per gli interessi di un gigante franco-tedesco (Airbus) moriranno altri piccoli imprenditori (e lavoratori) italiani

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di Antonio Di Siena


Nel meraviglioso mondo dell’Ue.
 

Dal 18 ottobre i dazi americani contro l’Ue colpiranno anche l’Italia. 





In particolare uno dei settori maggiormente trainanti della nostra economia: l'agroalimentare.


Esportare i nostri prodotti d’eccellenza oltreoceano come vini, spumanti, formaggi, mozzarella, salumi, pasta, olio evo, frutta e verdura, superalcolici e caffè costerà il 25% in più.


Una vera tragedia visto che gli Stati Uniti sono il terzo principale mercato per l’export italiano con una quota del 9,2%. E che, solo nel 2018, l’Italia ha esportato negli USA prodotti agroalimentari per circa 3 miliardi di €, trend in forte aumento rispetto all’anno precedente. Con un saldo commerciale nettamente a nostro vantaggio.


Per l’effetto dell’aumento dei prezzi al consumatore finale quindi l’agroalimentare italiano subirà una perdita di quota di mercato pari al 90% (fonte Coldiretti).


Un danno gigantesco che si va a sommare a quelli già causati dalle sanzioni alla Russia, che hanno visto scomparire l’export italiano. E dall’approvazione del CETA che sta producendo perdite di quote di mercato, per lo stesso settore, di quasi il 50%.


E tutto questo solo per tutelare Airbus, quello che nei fatti è un consorzio franco-tedesco.



L’Ue quindi non serve affatto a promuovere e proteggere i nostri prodotti e ad agevolare il commercio internazionale. 



Al contrario l’Italia ne esce enormemente danneggiata in uno dei pochissimi settori ancora rimasti in piedi.



Un danno incalcolabile che colpirà principalmente le nostre piccole e medie imprese.



E che sarà accentuato, è bene ricordarlo, dall’aspetto più importante di tutta la questione: l’impossibilità per lo Stato italiano di poter intervenire con misure economiche e/o normative per cercare di attenuare gli effetti negativi di una guerra di dazi.



E chi ne pagherà le tragiche conseguenze saranno sempre gli stessi. I piccoli imprenditori che dovranno chiudere bottega e i lavoratori che rischiano licenziamenti in blocco.



Poco male avranno più tempo libero per viaggiare nell’Europa senza barriere. Magari per andare a trovare i loro figli in erasmus e portargli una bella notizia:  sono finiti sul lastrico.

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