Deciso invio di nuovi armi Usa in Libia. Dove finiranno secondo voi?

Due anni dopo aver fornito una generosa quantità di armi moderne sia ai ribelli siriani "moderati", che ai militari in Iraq, "cadute nelle mani sbagliate"....

2719
Deciso invio di nuovi armi Usa in Libia. Dove finiranno secondo voi?

 
Appena due anni dopo aver fornito una generosa quantità di armi moderne sia ai ribelli siriani "moderati", che ai militari in Iraq, che poi comodamente e quasi immediatamente sono "cadute nelle mani sbagliate" e armato quello che allora era un poco conosciuto gruppo di fondamentalisti islamici che è diventato lo Stato islamico, gli Stati Uniti sono in procinto di farlo di nuovo.
 
In una mossa che l'AP nota essere "piena di rischi", gli Stati Uniti e altre potenze mondiali hanno annunciato che forniranno al governo riconosciuto a livello internazionale della Libia le armi per contrastare lo spauracchio perenne (che gli Stati Uniti hanno armato per primi) dello Stato islamico e altri gruppi militanti che hanno guadagnato terreno nel paese sprofondato nell'anarchia.
 
Si aggiunga l'ironia che fino a solo cinque anni fa la Libia era una nazione relativamente pacifica e organizzata, almeno fino a quando la CIA e Hillary Clinton non hanno scatenato con successo l'effetto domino della "primavera araba" nella regione MENA, rovesciando i vari dittatori e convertendo nazioni come la Libia in un focolaio di instabilità, hub per terroristi e punto di partenza di migliaia di rifugiati diretti in Europa.

La Libia è prontamente discesa nel caos dopo il rovesciamento e la morte di Muammar Gheddafi, che ha trasformato il paese in un campo di battaglia di milizie rivali in lotta per il potere. Più di recente, il vuoto di potere ha permesso allo Stato Islamico, misteriosamente onnipresente, di espandere la propria presenza, dandogli una potenziale base in un paese separato dall'Europa solo da un piccolo tratto del Mar Mediterraneo.

Ancora più paradossale è che ci sia un embargo in corso per fornire armi alla Libia che però è in procinto di essere aggirato. Come scrive AP, " tentando ancora una volta  dipuntellare il fragile governo, e impedire ai combattenti dello Stato islamico e delle milizie rivali ulteriori guadagni, gli Stati Uniti, i quattro membri del Consiglio di sicurezza permanente delle Nazioni Unite e altre 15 altre nazioni hanno detto che avrebbero approvato deroghe ad un embargo sulle armi delle Nazioni Unite per consentire le vendite militari e gli aiuti al cosiddetto "Governo di Accordo nazionale" libico.

In un comunicato congiunto, le nazioni hanno detto che mentre l'embargo più ampio resterà in vigore, sono "pronte a rispondere alle richieste del governo libico per la formazione e l'equipaggiamento delle forze governative". "Sosterremo pienamente questi sforzi, pur continuando a rafforzare l'embargo sulle armi delle Nazioni Unite", si legge nel comunicato.
In altre parole, armando le forze governative si corre il rischio che queste armi finiscano per rafforzare l'ISIS e ripetere il fallimento avvenuto in Iraq.

La narrazione è ormai prevedibile. La decisione di armare il governo libico dovrebbe consentirgli di consolidare il potere e recuperare il controllo delle istituzioni statali libiche come la banca centrale e la compagnia petrolifera nazionale" Come promemoria, questo è stato il pretesto utilizzato praticamente in ogni campagna di intervento straniero Usa.

Almeno questa volta AP  sottolinea l'ovvio: il dispiegamento di armi "comporta dei rischi, non ultimo quello che le armi possano cadere nelle mani dello Stato islamico o di altri gruppi ."

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti