Dirigenti tedeschi criticano la strategia adottata dall'Ue nei confronti della Russia

1460
Dirigenti tedeschi criticano la strategia adottata dall'Ue nei confronti della Russia


Con almeno 300mila posti di lavoro tedeschi che dipendono da rapporti commerciali con la Russia, non c'è da stupirsi che, come riporta "Reuters", diversi dirigenti tedeschi abbiano criticato la strategia degli Stati Uniti e l'Europa nel trattare con la Russia temendo per le loro imprese. Sulla scia delle osservazioni del CEO di Siemens che "non vuole sanzionare nessuno dal quale si dipende", un certo numero di altri dirigenti tedeschi ha commentato che questo grande cambiamento potrebbe essere evitato se l'Occidente collaborasse con la Russia piuttosto che assumere un atteggiamento conflittuale.  
"Dovremmo chiederci se qualcuno come Putin non avrebbe dovuto essere parte del processo (negoziale tra Ue e Ucraina) molto prima, invece di tenerlo fuori dai colloqui fino a quando è stato troppo tardi", ha dichiarato Herbert Hainer, amministratore delegato di Adidas.
 
La Russia è l'11° partner commerciale della Germania, con il commercio che ha raggiunto i 76.5 miliardi di euro lo scorso anno. Molte aziende sono preoccupate di perdere posti di lavoro se saranno imposte ulteriori sanzioni. Circa 300.000 posti di lavoro tedeschi sono legati al business russo e la più grande economia europea dipende dalla Russia per il 35 per cento del suo gas.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti