Dopo l'arresto del suo leader, altre prove contro Alba Dorata
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Il quotidiano greco Kathimerini riporta come il governo riferirà oggi in Parlamento sul suo progetto di legge di sospensione dei finanziamenti ad i partiti i cui leader o parlamentari sono stati giudicati colpevoli di gravi crimini. Si tratta dell'ultimo passo all'interno dell'azione di forza senza precedenti contro il movimento neo-nazista Alba Dorata.
Dopo l'arresto di domenica del suo leader, Nikos Michaloliakos, cinque deputati ed almeno 13 iscritti in seguito alle investigazioni della Corte suprema per l'omicidio di Pavlos Fyssas, i sospettati dovranno comparire martedì davanti ad i giudici e rispondere dell'accusa di aver partecipato attivamente ad un'organizzazione criminale.
I primi arresti di questo tipo dalla caduta della giunta militare dal 1974 sono avvenuti subito dopo la minaccia di Alba Dorata di ritirare tutti i suoi deputati. Una decisione che avrebbe portato ad elezioni locali per sostituire i singoli rappresentanti ed alla probabile perdita di maggioranza per la grande coalizione filo-europeista Samaras-Venizelos.
Secodo la polizia, riporta sempre il quotidiano greco Kathimerini, nella casa di Michaloliakos sono stati ritrovate tre armi senza licenza, munizioni ed oltre 40 mila euro di origine non chiara. Secondo il rapporto di nove pagine della Corte suprema scritto dal procuratore Haralambos Vourliotis, Alba Dorata ha operato come organizzazione criminale e tra le accuse ci sono 10 omicidi, ricatti vari e lavaggio di denaro sporco. L'organizzazione agiva in modo gerarchico con Michaloliakos – “Fuehrer” – che vagliava ogni decisione e Pappas che era il suo secondo in carica.

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