Draghi. "Il fallimento di alcune banche per la credibilità degli stress test"
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In un'intervista a Bloomberg TV, ripresa oggi dal Financial Times, Mario Draghi ha rilasciato una dichiarazione molto ambigua in relazione agli stress test dei principali istituti di credito europei che inizieranno da novembre. "C'è bisogno che alcune banche europee falliscano per provare la credibilità della nostra revisione annuale". Draghi ha quindi sottolineato come la BCE, nel suo nuovo ruolo di supervisore, sia disposta a far fallire le banche per dimostrare che la bank review è credibile.
Dopo il passo falso e l'effetto boomerang creato dagli stress test del 2009, le cui valutazioni eccessivamente ottimistiche sono state poi ampiamente smentite, la credibilità è per il presidente della Bce un elemento chiave per fornire stabilità ad un settore, che secondo una nota di S&P di ieri avrebbe perdite pari ad 1,3 trilioni di euro. Draghi ha anche fatto pressione agli stati perché permettano l'introduzione di un meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie dal 2005.
Dopo il passo falso e l'effetto boomerang creato dagli stress test del 2009, le cui valutazioni eccessivamente ottimistiche sono state poi ampiamente smentite, la credibilità è per il presidente della Bce un elemento chiave per fornire stabilità ad un settore, che secondo una nota di S&P di ieri avrebbe perdite pari ad 1,3 trilioni di euro. Draghi ha anche fatto pressione agli stati perché permettano l'introduzione di un meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie dal 2005.
Il ministero delle Finanze tedesco ha plaudito alla durezza della revisione promessa da Draghi, ma ha insistito che il Mes, il fondo salva stati creato nella zona euro, verrà messo a disposizione solo come ultima ratio e solo quando un paese risulterà palesemente impossibilitato "a ricapitalizzare le sue proprie banche".

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