E’ boom di rifugiati ucraini in fuga verso l’Europa

L’Europa si troverà presto ad affrontare un'ulteriore ondata migratoria dopo quella proveniente dal Mediteranno

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E’ boom di rifugiati ucraini in fuga verso l’Europa


di Eugenio Cipolla

La situazione in est Ucraina sta precipitando. Quella appena passata, è stata la notte più difficile per i civili del Donbass dalla firma degli accordi di Minsk-2 lo scorso febbraio. E il bilancio, ora dopo ora, si fa sempre più grave. A Yenakievo, 60 km a nord di Donetsk, zona controllata attualmente dai separatisti filorussi, una civile è morta stamattina durante i bombardamenti di artiglieria ucraina, mentre vicino Luhansk, tra i villaggi di Kapitanovo e  Novoakrtrika, circa 20 km dalla linea di contatto, una coppia di anziani coniugi di 67 e 64 anni è stata uccisa da un proiettile di mortaio sparato dalle milizie separatiste, che ha colpito la macchina sulla quale viaggiano.
 
Secondo Vladimir Kononov, ministro della Difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, citato dall’agenzia dei ribelli Dan-info, i morti nelle ultime ore «a causa dei bombardamenti massicci lanciati dalle truppe di Kiev a partite dalle 3.45 di stanotte» sono 15 tra miliziani e civili, anche la notizia non trova conferme di fonti indipendenti. A Skocinki, invece, periferia di Donetsk, 375 minatori sono rimasti intrappolati in una miniera di carbone a seguito di un attacco delle forze armate di Kiev. Eduard Basurin, vice di Kononov, ha parlato anche di un altro gruppo di 576 minatori rimasti anche essi intrappolati in un’altra miniera, la Zasiadko, sempre a Donetsk.
 
Accuse e repliche, ovviamente, si susseguono senza sosta. I toni sono sempre più alti e le speranze che la situazione si risolva attraverso la via diplomatica sempre più deboli. «La Russia ha ordinato ai suoi terroristi di attaccarci», ha detto oggi il premier ucraino Arsenij Yatsenyuk, tra i falchi del fronte anti-russo che governa assieme a Petro Poroshenko . Il portavoce dell’ATO, l’operazione anti-terrorismo, come l’ha ribattezzata Kiev, hanno denunciato di aver subito attacchi alle proprie postazioni nei pressi di Shirokino, da mesi una delle zone più calde del conflitto, nonché a Mariinka e Krasnogorivka, dove i ribelli starebbero operando persino con carri armati e forze di terra.
 
I filorussi, al contrario, sostengono di essere stati attacchi 43 volte nelle ultime 24 ore e di aver dovuto evacuare il villaggio di Staromihaylovka, nei pressi di Donetsk, a causa dei bombardamenti intensi sulla popolazione civile da parte dell’esercito di Kiev. Anche nei presi dell’aereoporto di Donetsk si sono registrati intensi scontri con attacchi reciprochi che hanno causato il ferimento di venticinque militari ucraini.
 
In questo quadro drammatico, i leader occidentali continuano ad ignorare una guerra che li riguarda sempre più da vicino.  I dati forniti dall’EASO, l’Agenzia europea per l’asilo, mostrano una crescita esplosiva del numero di ucraini che desiderano lasciare il proprio paese per cercare rifugio in Europa. «L’anno scorso il numero totale di asilo in Ue, Svizzera e Norvegia, è stato di 660.000. Gli ucraini costituiscono uno dei più grandi gruppi di questi immigrati», ha detto Robert Visser, direttore esecutivo dell’agenzia.
 
L’ex Repubblica sovietica è entrata nel quadro generale dei sei paesi con gli indicatori più svantaggiati. «Questi sei paesi sono Siria, Eritrea, Iraq, Somalia, Niger e Ucraina», ha aggiunto. «L'Ucraina sta diventando un paese i cui cittadini hanno bisogno di un rifugio». Visser ha precisato che la stragrande maggioranza degli ucraini non solo redige i documenti necessari alla richiesta d’asilo secondo le regole, ma non hanno alcuna preferenza specifica tra i paesi membri della Ue per la destinazione finale.
 
L’Europa, dunque, si troverà presto ad affrontare una ulteriore ondata migratoria dopo quella provenienti dal Mediteranno. L’Unhcr ha calcolato che sono circa 2,3 milioni le persone che hanno perso la propria abitazione a causa della guerra in Donbass. Di queste un milione sono fuggite in Russia, mentre un milione e trecento mila sono sfollati interni, ridistribuiti nelle varie regioni dell’Ucraina.  

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