E la "Bufala del 2016" va a... "l’aereo malese abbattuto dai russi”

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E la "Bufala del 2016" va a... "l’aereo malese abbattuto dai russi”

 

Il 2016 che ci sta per lasciare è stato un anno intenso e ricco di fatti, avvenimenti, episodi, ma soprattutto di guerre fatte attraverso un’informazione troppo spesso distorta, piegata a seconda di determinate esigenze. L’Ucraina è stata uno di quei teatri dove questa tendenza si è manifestata più volte, nel vano tentativo di addossare alla Russia la responsabilità di gravi crimini. Ciò che ne è venuto fuori, è una serie incredibile di bugie, vere e proprie bufale che hanno dimostrato come molto spesso non sia vero ciò che è vero, ma quello che viene percepito come tale.

 

In cima alla classifica di tutte le bufale sull’Ucraina c’è senza dubbio il rapporto presentato il 28 settembre dal JIT (Join Investigation Team) sull’abbattimento del volo MH17 sui cieli del Donbass il 17 luglio 2014. Il bilancio fu catastrofico (298 morti) e scatenò la corsa ad accusare Putin e la Russia. Già dai giorni successivi all’abbattimento del boeing, si capì che le intenzioni del mainstream occidentale erano quelle di infondere nell’opinione pubblica la convinzione che l’aereo fosse stato tirato giù dai russi. E il JIT, a due anni di distanza, ha confermato la cosa. Secondo il team investigativo internazionale a colpire il velivolo sarebbe stato un missile lanciato con un sistema missilistico russo BUK. Sistema arrivato direttamente dalla Russia in Ucraina orientale e riportato in fretta e furia dall’altra parte del confine subito dopo l’incidente.

 

Ricostruzione questa uguale a quella fornita dal governo ucraino ai media. “Tutte le altre possibili cause di questa orribile tragedia - hanno affermato dal ministero degli Esteri ucraino - sono state esaminate e respinte nel corso delle indagini. Ciò mette fine a tutti i tentativi della Russia di screditare le indagini e le conclusioni finora raggiunte dal team investigativo facendo circolare informazioni distorte o fabbricate ad hoc”. Kiev vuole mostrare al mondo il coinvolgimento diretto di quello che definisce “Stato-aggressore” in un crimine efferato compiuto su civili inermi e peraltro estranei a tutta la vicenda (per la maggior parte si trattava di cittadini olandesi e australiani).

 

Ma è davvero così? La Russia è davvero coinvolta con certezza in questo “incidente”? Visto che le parole vanno analizzate una per una con attenzione, bisogna subito far notare che la bufala non è tanto il sospettare che la Russia sia coinvolta, quanto affermarlo con certezza, come ha fatto Kiev, come ha fatto il JIT e come danno per assodato i media occidentali. Vi sono infatti alcuni punti poco chiari nell’indagine che ha mostrato il presunto coinvolgimento di Mosca. Proviamo a riassumerli con la massima semplicità:

 

1) Il JIT non ha voluto rivelare le fonti dalle quali ha ricevuto informazioni perché “ciò potrebbe mettere a repentaglio e favorire gli autori dell’abbattimento del velivolo”.

 

2) Il JIT afferma che il sistema BUK sia arrivato dalla Russia, trasferito nel villaggio di Snezhnoye e fatto tornare nuovamente in Russia. E prova ciò citando alcuni testimoni oculari che avrebbero assistito all’esplosione. Tuttavia non li cita per “ragioni di sicurezza” e non mostra nemmeno alcun filmato registrato sul posto da questi “testimoni”, così da poter quantomeno confermare i loro racconti.

3) Altra “prova cardine” sono 150.000 conversazioni telefoniche intercettate in quelle ore (da chi? E con quali strumenti? Chi ha trattato i dati?). Solo le trascrizioni di alcune di queste sono state rese pubbliche, ma le generalità delle persone intercettate non sono state rese note. Perché? Il JIT dice di aver verificato l’autenticità di queste conversazioni, ma la verifica non è stata fatta coinvolgendo la Russia.

 

4) Il percorso compiuto per il trasferimento del sistema missilistico BUK dalla Russia all’Ucraina è stato addirittura “tracciato” dal JIT, ma non vi sono immagini reali, solo una ricostruzione fatta al computer.

 

5) Per dimostrare la posizione esatta del lancio del missile il JIT ha utilizzato rilevazioni satellitari fornite dagli Usa, ma le immagini satellitari non sono state allegate alla relazione.

 

6) La Russia ha sottoposto al JIT le rilevazioni grezze effettuare da un radar situato in Russia sui movimenti militari quel giorno in quella zona. Il governo di Mosca ha invitato Kiev a fare altrettanto con le rilevazioni effettuate dai suoi radar, ma ad oggi i dati richiesti non sono stati resi pubblici.

 

7) Il JIT ha ammesso di non poter confermare con certezza il tipo di  missile utilizzato per l’abbattimento del boeing malese. Si tratterebbe con molta probabilità di un modello 9M38, peraltro fuori produzione da diversi anni. Almaz-Antey, la società che lo produceva, ha offerto la propria collaborazione e chiesto al JIT di fornire i dati che hanno portato a questa conclusione. Il comitato investigativo internazionale si è servito di una simulazione fatta con un missile simile ma di fabbricazione americana.

 

Ora, chi si è limitato a leggere i titoli dei maggiori quotidiani il giorno dopo, è sicuramente convinto che sia stata la Russia ad aver abbattuto quell’aereo. Chi, al contrario, ha approfondito quella relazione, si è accorto che con i dati secretati “per ragioni di sicurezza”, le probabilità, i sè e i ma si possono costruire mille castelli, ma le accuse rimangono accuse, non si trasformano assolutamente in certezza. E questo è proprio uno di quei casi.

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