“E' possibile salvare la zona euro?”. Risponde Jacques Sapir
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Nel suo ultimo post sul suo blog RussEurope, Jacques Sapir cerca di rispondere ad una serie di domande frequenti nell'attuale dibattito sulla tenuta della zona euro ed in particolare a quella posta di frequente soprattutto dall'elettorato di centro-sinistra: “E' possibile salvare la zona euro?”.
L'economista francese sostiene come in teoria un'Europa federale, con un bilancio commisurato alle sue ambizioni, potrebbe risolvere i problemi posti dall'euro. Ma, oltre al fatto che implica di realizzare dei trasferimenti di sovranità permanenti, cosa che la maggior parte dei paesi dell'eurozona rifiuta, i trasferimenti monetari richiesti da paesi come la Germania o la Finlandia sono stati stimati intorno al 12% del PIL della Germania da Patrick Artus di NATIXIS. Questi trasferimenti dovrebbero essere mantenuti per almeno dieci anni e forse più. Impossibili da sopportare ed accettare.
Sempre in teoria, è concepibile che la BCE si sostituisca per un certo tempo a un bilancio federale e accetti di rifinanziare per un valore equivalente (da 220 a 230 miliardi) i titoli pubblici dei paesi interessati. Ma la presenza di un meccanismo di riacquisto permanente dei debiti pubblici incontrerebbe l'ostacolo della Costituzione tedesca, oltre a destabilizzare l'economia europea, creando una situazione notevole di azzardo morale nell'uso di questo debito.
Quindi, conclude Sapir, queste misure sono completamente irrealistiche e non possono essere considerate come l'ultima speranza per salvare l'euro.
Per una traduzione completa dell'articolo di Sapir si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero
Quindi, conclude Sapir, queste misure sono completamente irrealistiche e non possono essere considerate come l'ultima speranza per salvare l'euro.
Per una traduzione completa dell'articolo di Sapir si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero

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