Ecco perché la NATO è terrorizzata dalla Russia. Pepe Escobar

Germania, Russia e Cina hanno ciò che serve per diventare i pilastri di un’Eurasia totalmente integrata.

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Ecco perché la NATO è terrorizzata dalla Russia. Pepe Escobar


L’attacco su due fronti – prezzo del petrolio/valore del rublo – puntava a distruggere l’economia russa e a metterla in una posizione di fornitore energetico vassallo dell’occidente, ma ha miseramente fallito, scrive su RT Pepe Escobar.
 
Le risorse naturali erano anche in fin dei conti il motivo per ridurre l’Iran a un vassallo dell’occidente. Non ha mai avuto nulla a che fare con Teheran che sviluppa armi nucleari, obiettivo smentito da entrambi i leader della rivoluzione islamica, l’Ayatollah Khomeini e il Leader Supremo l’Ayatollah Khamenei. 
 
Il nuovo “grande gioco” in Eurasia è sempre ruotato attorno al controllo delle risorse naturali. Contrattempi minori al progetto dell’elite statunitense non significano che questo verrà ridimensionato a una mera “guerra di logoramento”. Piuttosto il contrario. 
 
TUTTO A RIGUARDO DEL PGS
 
In Ucraina, il Cremlino è stato ben più che esplicito nel dire che esistono due linee rosse. L’Ucraina non farà parte della NATO e Mosca non permetterà che la Repubblica Popolare di Donetsk e Lugansk sia fatta a pezzi.
 
Ci avviciniamo ad una possibile deadline esplosiva – quando le sanzioni UE scadranno in luglio. Una UE in subbuglio ma ancora schiava della NATO – vedere la patetica scorta “Linea del dragone” dalle repubbliche baltiche alla Polonia o le esercitazioni dimostrative “Risoluzione Atlantica” della NATO – potrebbero decidere di espanderle e persino provare ad escludere la Russia dallo SWIFT.
 
Solo i pazzi credono che Washington rischierà vite statunitensi per l’Ucraina o per la Polonia. Facciamo un paio di passi avanti. Se si arrivasse all’impensabile – una guerra tra NATO e Russia in Ucraina – le linee di difesa russe sono sicuramente superiori sia in mare sia in terra sia dal punto di vista convenzionale sia da quello nucleare. Il Pentagono la sa. La Russia ridurrebbe le forze della NATO in frantumi in poche ore. Poi arriverebbe la scelta decisiva di Washington: accettare la bruciante sconfitta o passare alle armi tattiche nucleari.
 
Il Pentagono sa che la Russia ha le capacità difensive aeree e missilistiche per controbattere qualsiasi arma inclusa nel Prompt Global Strike statunitense (PGS). Contemporaneamente comunque Mosca sostiene che non vorrebbe utilizzare questo suo potenziale.
 
Il Generale Maggiore Kirill Makarov, il vice capo delle Forze di Difesa Aerospaziali russe, è stato molto chiaro rispetto alla minaccia del PGS. La nuova dottrina militare russa del dicembre 2014 individua il PGS e l’attuale infrastruttura militare della NATO come le due maggiori minacce alla sicurezza russa.
 
A differenza degli scherni/demonizzazioni costanti da parte di NATO e Pentagono, ciò che la linea di difesa russa non ha bisogno di pubblicizzare è la posizione di un paio di generazioni di vantaggio nei propri armamenti.
 
La linea di fondo è che mentre il Pentagono era impegolato nei suoi problemi in Afghanistan e Iraq, si è completamente perso il salto in avanti tecnologico compiuto dalla Russia. Lo stesso vale per la capacità cinese di colpire i satelliti statunitensi e quindi polverizzare il sistema di guida satellitare degli ICBM statunitensi.
 
Lo scenario corrente è che la Russia guadagna tempo fino a che non avrà completamente protetto il proprio spazio aereo dagli ICBM statunitensi, aerei stealth e missili cruise – con il sistema S-500.
 
Ciò non è sfuggito alla’attenzione del British Joint Intelligence Committee (JIC) – che aveva simulato tempo fa l’eventualità di un primo attacco di Washington ai danni della Russia.
 
Secondo il JIC, Washington potrebbe avere problemi se: “A) un governo “estremista” dovesse prendere il potere negli USA, B) ci fosse una crescente caduta di fiducia negli USA e nei loro alleati occidentali a causa di sviluppi politici nelle nazioni stesse, C) ci fosse qualche repentino avanzamento nella sfera degli armamenti statunitensi, tanto che l’impazienza possa prendere il sopravvento.”
 
Le affermazioni dei centri di pensiero statunitensi circa strateghi militari russi che dovrebbero sfruttare la loro superiorità lanciando un attacco nucleare preventivo contro gli USA sono fesserie; la politica russa è assolutamente difensivista.
Ma non escludiamo che Washington possa fare l’impensabile la prossima volta che il Pentagono si sentirà nella posizione in cui è la Russia oggi.
 
Tutto il gioco ruotava attorno a chi controllava il mare – il regalo geopolitico che gli USA hanno ereditato dal Regno Unito. Controllare i mari significa ereditare cinque imperi: Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi. Tutti quei natanti statunitensi che pattugliano i mari per garantire “libero mercato” – come sostiene la macchina della propaganda – potrebbe ritorcerci contro la Cina in un lampo. È un meccanismo simile all’operazione finanziaria “governare da dietro” attentamente architettata per contemporaneamente distruggere il rublo e lanciare una guerra del petrolio per ridurre alla sottomissione la Russia.
 
Il piano principale di Washington resta semplicissimo: “neutralizzare” la Cina dal Giappone e la Russia dalla Germania, con gli Stati Uniti a fare da spalla ai due puntelli. La Russia è de facto l’unico paese dei BRICS ad opporsi.
 
Questa era la situazione fino a che Pechino non ha lanciato la Nuova Via della seta, ovvero il progetto di unire tutta l’Eurasia in una goduria economico/commerciale di comune vittoria su binari ad alta velocità e nel processo distogliendo tonnellate di merci dal trasporto marittimo a quello terrestre.
 
La demonizzazione costante della Russia da parte della NATO è fuori luogo. Pensate alla NATO che continua una lotta contro la complessa partnership sino-russa, che è in continua evoluzione. In un non molto remoto futuro, come ho scritto qui, Germania, Russia e Cina hanno ciò che serve per diventare i pilastri di un’Eurasia totalmente integrata.
 
Per come stanno le cose, la mossa occulta fondamentale è che Mosca e Pechino creino silenziosamente il loro sistema SWIFT personale, mentre la Russia mette in sicurezza il proprio spazio aereo con l’s-500. L’Ucraina occidentale è condannata, nelle mani di un’UE dilaniata dall’austerità – la quale, tra l’altro, non la vuole nemmeno. Tutto ciò mentre la stessa UE tenta di penalizzare commercialmente gli USA con un Euro svalutato che ancora non le permette di penetrare maggiormente i mercati negli Stati Uniti.
 
Così come una NATO irrilevante, tutto ciò che si può fare è piangere, piangere, piangere. 

Traduzione a cura di FA RANCO, comedonchisciotte.org 

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