Egitto, Sri Lanka, Iran e Perù: continua l’espansione dell’industria bellica russa
In questi giorni la Russia sta già consegnando all’Iran sistemi di difesa aerea così come alcuni tipi di elettronica
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di Eugenio Cipolla
«Noi intendiamo mantenere i nostri volumi di vendita di 12-13 miliardi di dollari almeno fino al 2017. Questi sono gli anni più difficili, considerando gli eventi contingenti ai quali stiamo assistendo». Le parole, se non più precisamente un vero e proprio business plan dell’industria bellica russa, portano la firma di Anatoly Isaykin, direttore generale della società Rosoboronexport, l’azienda di Stato moscovita che si occupa dell’export di armi russe in tutto il mondo.
Intervistato da Rossiya-24 qualche giorno fa, Isaykin ha tracciato i piani concordati con Vladimir Putin e Serghei Shoigu, il fedelissimo ministro della Difesa di Mosca. «Questi livelli – ha detto il capo di Rosoboronexport – ci consentiranno di mantenere il secondo posto a livello mondiale nel nostro campo».
E al primo che chiaramente la Russia punta dopo quella data. Ed è a quell’obbiettivo che Putin ha chiesto ai suoi di lavorare. Le cose a Mosca, nell’ultimo periodo, si stanno effettivamente muovendo verso la direzione voluta dal presidente. In questi giorni la Russia sta già consegnando all’Iran sistemi di difesa aerea così come alcuni tipi di elettronica. «L’elenco delle armi per le quali è vietata la consegna all'Iran – ha spiegato Isaykin – non comprende questa tipologia. E' in questi settori che la Federazione russa, attraverso Rosoboronexport, mantiene i contatti e fornisce questi tipi di armi all'Iran».
Ma è al futuro che stanno guardano a Mosca. Qualche giorno fa Russia ed Egitto hanno iniziato le consultazioni per l'acquisto e la gestione di un sistema di comunicazione e di elicotteri Ka-52K da utilizzare sulle navi classe Mistral. «I negoziati con l'Egitto hanno avuto luogo e sono in corso consultazioni con il paese che vuole acquistare attrezzature russe, inclusi gli elicotteri», ha detto una fonte militare citata da diversi media russi. Si parla di una fornitura, tra armi ed elicotteri, vicina al miliardi di dollari, anche se al momento non è ancora chiaro quanti velivoli Il Cairo intende acquistare.
Simile è il discorso intrapreso con il Perù. Russian Helicopters, una società controllata dalla statale Rostec, fornirà al governo di Lima undici elicotteri Mi-171Sh da trasporto militare entro la fine dell'anno. «La Russian Helicopters, in base al contratto stipulato dalla Rosoboronexport, ha consegnato 13 elicotteri Mi-171Sh. La consegna di altri 11 veicoli è prevista entro la fine dell'anno», si leggeva giorni fa su un comunicato diffuso dalla compagnia. Oltre questo, il Perù riceverà anche altre attrezzature come un simulatore per l’equipaggio di volo di addestramento e un macchinari per allestire un centro di manutenzione riparazione. Secondo una recente stima non governativa, sono oltre 400 gli elicotteri russi che si trovano in America Latina e nei Caraibi.
Infine c’è il capitolo Sri Lanka. L’Asia è un altro continente dove l’industria bellica russa punta a espandersi a macchia d’olio, conquistando importanti fette di mercato. Lì Rosoboronexport sta intavolando una serie di trattative con lo Sri Lanka sulle forniture di fregate classe Gepard 3.9, navi da pattuglia Progetto 22160 ed aerei da formazione e combattimento Yak-130. «Noi abbiamo consegnato le offerte commerciali, ora valuteremo insieme il da farsi», hanno fatto sapere dal dipartimento relazioni esterne della società russa.

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