Elezioni in Venezuela: provocazioni, mistificazioni e vittime

Non importa quali siano le vostre opinioni sul governo bolivariano, ma se amate la democrazia, l'autodeterminazione e non volete vivere in un mondo in cui la sovranità delle popolazioni venga costantemente umiliata, non potete non indignarvi con quanto accaduto.

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Elezioni in Venezuela: provocazioni, mistificazioni e vittime

 

La campagna diffamatoria contro il governo bolivariano del Venezuela sta guadagnando sempre più slancio con l'avvicinarsi dell'elezione. Lo scrive Nil Nikandrov su Strategic Culture
 
L'attacco della propaganda, prosegue il noto analista, basata sulla storia di 'parenti del presidente Maduro' coinvolti nel traffico di droga, preparata dai servizi speciali degli Stati Uniti, si è rivelato un fallimento totale. Non c'erano prove per continuare e la storia è stata presto spenta.
 
Si è poi passati a descrivere i vari "misfatti del sanguinoso regime di Maduro”. Uno dei leader dell'opposizione, Luis Manuel Díaz, è stato ucciso durante un incontro pre-elettorale nello Stato di Guárico. Anche prima che le forze dell'ordine avessero avuto il tempo di aprire un'inchiesta, prosegue Nikandrov, per il circo mediatico e l'opposizione era stato il 'regime Maduro sanguinario' a compiere il crimine.
 
Lilian Tintori, in particolare, la moglie del leader dell'opposizione in carcere Leopoldo Lopez, ha gettato benzina sul fuoco. A Guárico per sostenere i candidati della Mesa de la Unidad Democrática – MUD, ha scritto su Twitter di un doppio attacco a Altagracia de Orituco e del sangue schizzato su di lei. Ha parlato di un caso di terrorismo di stato con il governo che è stato coinvolto in un attentato contro l'intera Venezuela. 
 
I servizi speciali degli Stati Uniti, prosegue Nikandrov, hanno scelto Lilian Tintori come il volto dell'opposizione venezuelana dopo che il marito è stato arrestato nel 2014 con l'accusa di attività terroristiche e di omicidio per i fatti delle “Guarimbas”, che hanno portato alla morte decine di persone su incitazione diretta di Lopez. Nel settembre del 2015 è stato condannato a 13 anni di reclusione con Amnesty International, Human Rights Watch e altre organizzazioni per i diritti umani internazionali “che operano sotto il controllo della CIA che hanno detto che il suo arresto era politicamente motivato di modo che «libertà per Leopoldo!» divenesse lo slogan per le attività sovversive in Venezuela”, scrive Nikandrov.
 
Tintori ha ricevuto ampi fondi per i suoi tour in tutto il paese per esporre 'i malefici della tirannia'. Secondo la Tintori, il Venezuela non aveva mai visto repressione crudele come nel corso di questo anno, con polizia e militari che possono usare le armi contro i cittadini. Più o meno, sottolinea correttamente Nikandrov, quello che Maria Corina Machado diceva nei suoi attacchi di propaganda contro l'allora presidente Hugo Chavez. Washington aveva riposto grandi speranze su di lei, ma la sua immagine di ardente manifestante si è offuscata col passare del tempo e ora il testimone è stato consegnato al Tintori (con il relativo finanziamento).
 
Poi c'è il capitolo Luiz Almargo, l'attuale segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA), non ha aspettato i risultati preliminari dell'indagine ed ha subito aderito alla campagna anti-Venezuela. Da ministro degli Esteri dell'Uruguay di José Mujica amico del Venezuela a nemico della rivoluzione bolivariana il passaggio è stato breve. Nei suoi commenti sulla morte di Diaz Almargo non ha perso tempo a dichiarare che: “Non è un caso isolato, si verifica in concomitanza con altri attacchi condotti contro altri leader politici dell'opposizione, in una strategia che cerca di intimidire l'opposizione». E ancora: «L'assassinio di un leader politico infligge una ferita di morte per la democrazia», ha scritto in un comunicato dell'OSA.
 
Va notato che, dopo questo accuse, José Mujica, l'ex presidente dell'Uruguay, si è pubblicamente dissociato dalla versione di Almargo, dicendo pubblicamente di non considerarlo più un amico.
 
Nei giorni di Hugo Chavez, il Venezuela ha chiarito il suo atteggiamento verso l'Organizzazione degli Stati Americani: l'OEA opera sotto il controllo degli Stati Uniti e viene utilizzata per imporre «la volontà dell'impero» sull'America Latina. È per questo che il governo del presidente Maduro si è categoricamente rifiutato di lasciare che gli osservatori dell'Organizzazione siano presenti nel paese per monitorare l'elezioni del 6 dicembre ed ecco perché Almargo ha utilizzato parole del genere.  L'obiettivo è gettare fango sul paese, prendere il potere politico e deturpare le sue ricchezze. Per quanto riguarda l'assassinio di Díaz, Maduro ha spiegato che il ministro degli Interni stava conducendo un'inchiesta su un caso di «regolamento di conti tra bande rivali» nella regione.
 
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato chiaramente il Venezuela per l'accaduto. «Questo è stato il più mortale dei numerosi attacchi recenti di intimidazione ai candidati dell'opposizione», ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, in un comunicato. 
 
Kirby si è poi riferito a «persone in maschera» che sparavano in aria contro l'opposizione durante i comizi. Il Partito Socialista Unito del Venezuela ha detto di non avere, alcun tipo di relazione con tali provocazioni, ma i media di opposizione riportano regolarmente tali notizie. E' stato, in particolare, riferito che domenica scorsa nel quartiere della capitale di Petara una dozzina di uomini che indossavano camicie rosse e le maschere, armati di fucili, pistole automatiche, revolver hanno bloccato l'ingresso ad un gruppo di opposizione. Hanno sparato in aria, almeno un centinaio di volte per disperderli. Le camicie rosse bolivariane sono regolarmente utilizzate dall'opposizione per screditare i sostenitori di Nicolas Maduro e PSUV.
 
Ora, chi ha ucciso Luiz Manuel Diaz? Le prime notizie lo chiamavano segretario generale del Partito di Azione Democratica. E' ben noto che il Segretario Generale è Henry Ramos Allup. Vale la pena ricordare che anche lui ha fatto una dichiarazione che accusa gli assassini del Partito socialista senza precisare quale sia la posizione di Diaz nel Partito.
 
Il responsabile della campagna del partito di governo, Jorge Rodríguez, ha detto in un programma televisivo che l'omicidio di Diaz è stato un 'regolamento di conti' da parte di bande criminali che operano nello stato di Guárico. Prima di entrare nel Partito Democratico d'azione, Luiz Diaz era stato un membro della banda chiamata Los Plateados coinvolto in estorsioni, rapimenti e furti di bestiame. Poi si è occupato della costruzione di oggetti di infrastrutture in concorrenza diretta con Giovanny Salazar, un membro di un altro partito di opposizione Primero Justicia. Entrambi erano in piedi vicino al palco. Il posto era custodito, non c'era l'accesso a pubblico. Secondo i rapporti della polizia, Diaz è stato attaccato da membri della banda guidata da El Giovenale, ex membro di un'organizzazione paramilitare.
 
Jorge Rodrigues si è detto dispiaciuto che i leader dell'opposizione affrontino tale situazioni  a causa delle loro connessioni con il mondo criminale. Molto spesso i criminali lavorano proprio come guardie del corpo per i politici dell'opposizione. 
 
Dare la colpa al 'regime' da parte dei media di opposizione è anche un modo per estendere un velo sui crimini commessi contro il Partito Socialista Unito del Venezuela. Più di dieci persone sono morte in questa campagna elettorale. L'ultimo esempio è Eleazar Hernández assassinato il 30 novembre, nello stato di Zulia. Lo avete letto da qualche parte? L'omicidio è stato commesso dal candidato dell'opposizione nelle elezioni parlamentari Yorman Barrilla. Le prove contro di lui sono inconfutabili. Barrilla si nasconde. Nessuno tra coloro che affermano di proteggere la democrazia e la pace durante la campagna elettorale ha mai menzionato il fatto. 
 
Questi doppi standard sono in vigore ogni giorno nel circo mediatico occidentale. Non importa quali siano le vostre opinioni sul governo bolivariano, ma se amate la democrazia, l'autodeterminazione e non volete vivere in un mondo in cui la sovranità delle popolazioni venga umiliata costantemente, non potete non indignarvi con quanto accaduto.

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