Erdogan minacciò l'Ue: "Mettiamo i profughi sui bus"
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Se c'è qualcosa che abbiamo imparato nel corso degli ultimi dodici mesi, è che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si prepara a impiegare tutti i tipi di tattiche scellerate al fine di preservare la sua pressa su Ankara.
A seguito di risultati elettorali sfavorevoli nel giugno scorso, Erdogan ha fatto spinto il paese verso la guerra civile riavviando una battaglia con il PKK e ha condotto un giro di vite sui giornalisti e chiunque altro criticasse le azioni dell'AKP. Nuove elezioni sono state indette e l'AKP ha ottenuto un risultato migliore che potrebbe spianare ad Erdogan la strada per riscrivere la costituzione della Turchia
Ma il bullismo di Erdogan non si limita alla sua agenda di politica interna. Media greci hanno ottenuto una nota interna che suggerisce che l'uomo forte turco ha efficacemente ricattato l'UE chiedendo pagamenti in contanti in cambio degli sforzi per ridurre il flusso di migranti verso l'Europa occidentale. "Siamo in grado di aprire le porte verso la Grecia e la Bulgaria in qualsiasi momento e possiamo mettere i profughi sugli autobus", avrebbe detto Erdogan all'indomani del G20 di Antalya del 15 novembre in un incontro con Juncker e Tusk.

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