Esercitazioni Nato in Ucraina, infranta la tregua

Markov: Abbiamo l’impressione che il cessate il fuoco non sia redditizio per Kiev. Intanto l’Unicef denuncia: quasi 700.000 bambini residenti in Novorossya rischiano crisi umanitaria all’approssimarsi dell’inverno.

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Esercitazioni Nato in Ucraina, infranta la tregua

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di Clara Statello - ALBAinformazione

Il 19 novembre., mentre il paese sprofonda nel baratro, il primo ministro Yatseniuk presenta nel piano di bilancio statale per il 2016 un aumento delle spese per la difesa e la sicurezza nazionale.

Il ministro della difesa delle DPR ritiene che queste spese rivelino l’intenzione di continuare e intensificare la guerra in Donbass: “Il piano di Kiev di finanziamento delle Forze Armate Ucraine per il prossimo anno è volto solamente ad una escalation del conflitto in Donbass. La leadership di Kiev beneficia di questa guerra”.

Nonostante la tregua imposta da Minsk 2, la guerra difatto non si è mai fermata. “Ufficialmente c’è il cessate il fuoco” dichiara a Voxkomm Alexei “Dobry”Markov, comandante della Brigata comunista Prizrak, di stanza a Alchevsk “ma la guerra è soltanto entrata nella fase delle tattiche sovversive. L’esercito ucraino mina tutte le strade che portano alle nostre posizioni. I cecchini sparano. Non c’è una vera e propria guerra, non c’è una vera e propria pace, ma entrambe le parti si stanno preparando per una continuazione della guerra”.

Nelle ultime settimane, infatti la situazione sembra peggiorare, dando conferma all’ipotesi di escalation del conflitto. Solo nella zona di Donetsk, l’agenzia DNInews riporta di 12 violazioni del cessate il fuoco. 46 missili 122mm di calibro, e più di 40 mortai dello stesso calibro sono stati lanciati in un solo giorno. Bersagliati anche obiettivi civili. Riporta Sputnik Italia che la notte del 14 novembre carri armati bombardavano il villaggio di Spartak, nei dintorni di Yasinovatsk nella DPR. “La notte ci sparavano contro, la gente è stata costretta a trovare riparo nei rifugi delle proprie case” riferiscono gli abitanti del villaggio. Lunedì scorso invece sono ripresi i bombardamenti sull’aeroporto di Donetsk “l’esercito ucraino ha aperto il fuoco sull’aeroporto verso le 20.30” riporta l’agenzia russa Tass “durante la notte sono state sparate 42 mine di calibro 82 e 120mm”.

Le autorità della DPR denunciano inoltre la concentrazione di soldati e armi dell’esercito ucraino, attorno alla propria area: più di 60 carri armati e mezzi pesanti, con unità e munizioni, si sono approssimate nelle aree di Dyleyvka, Zamozhnoe, Novobahmutovka.

Dinnanzi a queste provocazioni il vice comandante delle milizie popolari della DPR Basurin ha chiesto l’intervento dell’Ocse e delle ONG per i diritti umani, per fermare gli atteggiamenti aggressivi e affrontare la crisi umanitaria dovuta alla carenza di acqua e all’approssimarsi del freddo, che potrebbe coinvolgere quasi 700mila bambini residenti nella zona del conflitto, come denuncia l’Unicef.

Anche la zona di Lugansk è esposta a provocazioni simili. Nelle scorse settimane i carri armati ucraini si sono appostati sulla linea del fronte. La città di Donetskiy, dove si trova il quartier generale della Prizrak, è stata bombardata, riferisce Markov aggiungendo “abbiamo l’impressione che il cessate il fuoco non sia redditizio per Kiev”.

La ripresa delle ostilità ha causato due vittime in una sola settimana: Talib, il comandante degli esploratori della Prizrak e Ruslan Shdrov, un giovane miliziano del Battaglione Vostok colpito da un cecchino. Fortunatamente non ci sarebbero vittime tra la popolazione civile.

Le speranze di pacificazione sono tenute a distanza anche dall’esercitazione NATO  che ha preso il via il 16 novembre e che risulta una ennesima provocazione, forse la più grave. Un’esercitazione militare degli eserciti dei paesi che sostengono Kiev e la tregua infranta. L’inverno è alle porte.  

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