Europa e Cina avviano scambi diretti yuan-euro

Un nuovo passo avanti verso l’internazionalizzazione dello yuan

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Europa e Cina avviano scambi diretti yuan-euro

La de-dollarizzazione, si legge sul blog americano ZeroHedge, è stato un tema ricorrente nell’ultimo anno, solo “leggermente” oscurata dai media mainstream, mentre Russia e Cina procedevano, lentamente ma inesorabilmente, nell’isolamento del dollaro americano. Fino a poco tempo, gli accordi commerciali diretti con la Cina (che, in altre parole, bypassavano il cambio con il dollaro USA nel commercio bilaterale) erano condotti solo con i partner commerciali più piccoli.

Sulla scia delle pressioni occidentali, la Russia e la Cina sono state costrette ad avvicinarsi e il processo di de-dollarizzazione ha subito un’accelerazione dalla Turchia all'Argentina mentre un numero crescente di paesi in tutto il mondo capiva l'importanza di questo passaggio.Tuttavia, le cose stanno per diventare ancora più drammatiche.

Come riporta Bloomberg, da oggi sarà possibile effettuare scambi diretti tra yuan ed euro nel mercato interbancario dal momento che la seconda più grande economia del mondo cerca di stimolare l'uso globale della sua moneta in un "nuovo passo avanti verso l’internazionalizzazione dello yuan." Con i disordini civili che si moltiplicano in tutti i continenti, forse, solo forse, gli Stati Uniti in realtà vogliono liberarsi del peso del dollaro come valuta di riserva come sostenuto da un ex consigliere economico di Obama.
 
Come riporta Bloomberg, "l'euro diventerà la sesta valuta principale ad essere scambiabile direttamente con lo yuan, andando ad aggiungersi al dollaro USA, dollari australiano e neozelandese, alla sterlina britannica e allo yen giapponese. 
 
"E' un nuovo passo avanti verso l’internazionalizzazione dello yuan", ha detto Liu Dongliang, analista di China Merchants Bank Co. di Shenzhen.
 
La mossa ridurrà i costi di transazione attuali dovuti alla conversione in dollari così da rendere yuan e euro più attraenti per condurre i commerci bilaterali e gli investimenti, si legge in una nota della People’s Bank of China   
 
Il commercio della Cina con le nazioni dell'Unione europea è cresciuto del 12 per cento rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 404 miliardi dollari nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati del servizio doganale della nazione asiatica, rispetto ai 354 miliardi di dollari con gli Stati Uniti durante dello stesso periodo."
  
Il grafico seguente mostra che la crescente spinta verso la de-dollarizzazione in tutto il 'resto del mondo isolato' potrebbe essere una scommessa intelligente ..

 
L'internazionalizzazione dello Yuan (o l’implicita de-dollarizzazione del resto del mondo) sembra passare inosservata da parte dell'amministrazione (e dei media mainstream) ... il che porta a chiedersi se questa non sia una strategia. Come l’ex capo economista di Obama aveva osservato :
 
"quello che una volta era un privilegio è ora diventato un fardello che mina la crescita dell’occupazione, pompa i deficit di budget e commerciali e gonfia bolle finanziarie. Per rimettere in carreggiata l’economia americana il governo ha bisogno di lasciare cadere il suo impegno nel mantenere lo status di valuta di riserva del dollaro"

E come Deutsche Bank aveva concluso:
 
"Tenuto conto di questa analisi ci colpisce il fatto che oggi siamo nel bel mezzo di un evento storico estremamente raro - il relativo declino di una superpotenza mondiale. Il dominio geopolitico mondiale degli Usa è in declino - determinato da un lato dalla crescita storica della Cina dalle basi sproporzionate e, dall'altro, da una serie di questioni interne degli Stati Uniti, dalla crisi di fiducia nel modello economico degli Stati Uniti alla stanchezza per la guerra in generale. 
 
Questo non vuol dire che la posizione dell'America nel sistema globale sia sull'orlo del collasso. Siamo lontani da questo. Gli Stati Uniti rimarranno la maggiore di due sole grandi potenze nel prossimo futuro come "moltiplicatore geopolitico", potenziato dal suo soft power profondamente radicato e il costante impegno a favore di un "mondo libero".   
 
Tuttavia, gli Stati Uniti stanno perdendo il loro posto come unica superpotenza geopolitica dominante e la storia suggerisce che durante tali spostamenti le tensioni geopolitiche aumentano strutturalmente. Se questa analisi è corretta, allora l'aumento negli ultimi cinque anni, e più in particolare l'anno scorso, di tensioni geopolitiche globali potrebbe rivelarsi non temporanea, ma strutturale al sistema mondiale attuale e il mondo può continuare a sperimentare tensioni geopolitiche più frequenti, più durature e di più ampia portata di quanto verificatosi in almeno due decenni. Se questo è davvero il caso, allora i mercati potrebbero pagare il prezzo di rischi geopolitici più elevati negli anni a venire".
 

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