Ex parlamentare iracheno: il contrabbando di petrolio in Turchia è l'ossigeno dell'ISIS
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Un ex membro del parlamento iracheno, Mowaffak al Rubaie, ha detto a RT che i terroristi non potrebbero mai penetrare il mercato turco, senza l'assistenza del governo.
"Nel corso degli ultimi otto anni, la vendita di petrolio sul mercato nero in Turchia ha fruttato 800 milioni di dollari per Daesh (Isis, Stato Islamico). E' il petrolio iracheno e siriano che è stato trasportato dall'Iraq e la Siria attraverso il confine turco e venduto con uno sconto del 50% rispetto al suo valore sul mercato internazionale. Venduto sempre a 21-22 dollari per barile. Poi è consumato all'interno del paese. Il petrolio greggio è raffinato in territorio turco dalle raffinerie turche e venduto sul mercato turco. O viene trasportato in Libano per poi arrivare sul mercato internazionale. Il denaro incassato attraverso la vendita di petrolio iracheno e siriano sul mercato turco è equivalente a una boccata di ossigeno per i terroristi del Daesh e le loro operazioni. Se tagliamo questo ossigeno, Daesh morirebbe asfissiato.
Inoltre, vediamo i jihadisti arrivare in Turchia dal mondo intero e Istanbul è una porta per i jihadisti. I terroristi feriti vengono curati negli ospedali turchi. La stampa non ne parla, ma noi abbiamo rapporti dei nostri servizi di intelligence.
Gli acquirenti ddel petrolio contrabbandato sono imprenditori, commercianti che agiscono indisturbati. Io dico, senza ombra di dubbio, che il governo turco è ben consapevole, ma chiude gli occhi. Vi posso dire, in base alla mia esperienza precedente, che non vi è un'organizzazione terroristica che può fare questo tipo di traffico senza l'utilizzo di un paese vicino e in questo caso senza l'aiuto della Turchia. Non ho alcun dubbio che la Turchia aiuti il Daesh almeno indirettamente".

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