"Eyes of Freedom". Manifestazioni a Il Cairo contro Morsi
"Le decisioni del Presidente sanciscono la fine dello Stato di diritto e costituiscono un tentativo di interrompere la rivoluzione e seppellire il processo di democratizzazione. Queste decisioni tradiscono il sangue dei martiri e contribuiscono a dar vita ad una dittatura immune da ogni responsabilità", un documento rilasciato dalle principali forze di opposizione dopo la dichiarazione costituzionale adottata ieri da Morsi. Mentre coloro che manifestano contro Morsi ,e in memoria delle vittime degli scontri di via Mohamed Mahmoud dello scorso anno , si stanno dirigendo verso piazza Tahrir, i sostenitori del Presidente si sono raccolti davanti al palazzo presidenziale di Heliopolis.
"Chi siamo? Siamo i giovani del 25 gennaio" e "Siamo liberi, siamo rivoluzionari liberi che continueranno il percorso della rivoluzione", alcuni degli slogan scanditi.
Si registrano scontri in via Mahmoud tra manifestanti e Forze di sicurezza. Marce di protesta anche ad Alessandria e Port Said. In fiamme tre sedi della Fratellanza Musulmana. Proteste anche di fronte l'abitazione del primo ministro Qandil.
Duro il commento di El Baradei che ieri aveva accusato l presidente egiziano Mohamed Morsi di aver "usurpato tutti i poteri dello Stato e essersi di fatto autoproclamato nuovo faraone".Le decisioni di Morsi, secondo l'ex capo dell'AIEA sono "un duro colpo per la Rivoluzione che potrebbe avere conseguenze terribili".
Il portavice dell'Alto Commissario ONU per i diritti umani ha riferito che l'ONU è "seriamente preoccupata per le ripercussioni che la nuova dichiarazione costituzionale adottata dal presidente Morsi potrebbe avere sui diritti umani e lo Stato di diritto in Egitto".
Prime reazioni anche all'interno della compagine governativa. Si dimette infatti il consiglere presidenziale coptp Samir Morqos che valuta la dichiarazione costituzionale adottata da Morsi " non democratica e un salto all'indietro".
A seguito delle notizie degli scontri, il presidente ha tenuto un discorso ai manifestanti radunati davanti al palazzo presidenziale: " Le mie decisioni sono volte a tutelare la democrazia. Sto lavorando per stabilizzare l'Egitto sul fronte economico, sociale e politico. Soffro degli stessi probelmi di cui soffrono tutti gli egiziani. La Rivoluzione è sulla buona strada per raggiungere tutti i suoi obiettivi. Non mi spaventa avere un'opposizione, anzi vorrei che fosse genuina e forte. La vera opposizione non è costituita da teppisti che assaltano le sedi governative. Dobbiamo riconstruire le istituzionii statali, a partire dall'Assemblea del popolo". Morsi ha anche affermato di voler garantire l'indipendenza dei poteri statali.
In serata, gli Stati Uniti hanno invitato l'Egitto "alla calma e al dialogo" e fatto appello a tutti i partiti a lavorare "in modo pacifico" per colamre il "vuoto costituzionale".

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