Fatta l'Europa, quando si faranno gli europei?

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Gideon Rachman, in Europe has yet to make europeans, riprende la celebre frase di D'Azeglio a compimento dell'unità italiana per illustrare il compito finale che spetta ai leader europei: “fatta l'Unione europea bisogna ora fare gli europei”. La costruzione di un'identità di gruppo, spiega il Columnist del Ft, richiede però generazioni ed i leader europei non hanno questo tempo, in un momento in cui sono impegnati nel salvataggio dell'euro. 
Secondo gli esperti, la moneta unica potrà avvenire attraverso tre riforme: un budget federale più grande a livello europeo; la costruzione di un debito comune (con la costituzione di eurobond) ed un governo centrale con maggiori poteri esecutivi. Tre sfide che possono essere raggiunti solo con la costruzione di un'identità comune. Al momento però l'UE appare come un edificio senza fondamenta, che cerca di resistere ad un terremoto economico e politico: i contribuenti tedeschi non vogliono trasferire ulteriori fondi a salvataggio del sud dell'Europa; mentre gli elettori greci e spagnoli non sembrano pronti ad accettare che i conti fiscali dei loro paesi siano preparati a Brussels.
A 150 anni dalla frase di D'Azeglio, neanche l'Italia sembra aver raggiunto una piena identità nazionale, con un partito come la Lega Nord che rivendica la secessione e le tensioni crescenti tra le due parti del paese. In molti al sud sostengono che la stagnazione delle regioni meridionali dipenda dall'unità monetaria con il nord più produttivo; mentre le regioni settentrionali si lamentano che le loro tasse vanno a sostenere la corruzione ed il malaffare del sud. Oltre a queste diffidenze regionali, a rendere più complesso il compito dei leader europei vi è la mancanza di una lingua comune ed il controllo unificato del sistema educativo. Se l'Europa vuole che a tutti i suoi cittadini sia insegnato un linguaggio comune, sostiene Rachman, l'unico candidato possibile è l'inglese, ma proporre questo alla Francia sarebbe un ennesimo suicidio politico.
Il dibattito elettorale a Parigi ed Atene dimostra quanto lunga sia ancora la strada per la costruzione di un'identità europea. Con Hollande che promette di rinegoziare il fiscal pact e Sarkozy che minaccia Schengen e le regole del mercato unico, più il dibattito presidenziale entra nel vivo, più i toni in Francia diventano nazionalistici. Così come in Grecia, soprattutto dopo il suicidio del pensionato davanti  al parlamento con un biglietto che accusa i politici di essere  traditori che vendono il paese agli stranieri. Le identità di gruppo possono essere create nei momenti di crisi e di guerra. Ma, al contrario, l'attuale crisi europea, conclude il Columnist del Ft, sta facendo ricadere i cittadini nelle vecchie identità nazionali.

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