Fotoracconto da Shujjaya (Gaza): la città ricostruita dai bambini

1508
Fotoracconto da Shujjaya (Gaza): la città ricostruita dai bambini


di Patrizia Cecconi
GAZA, 8 marzo

Piccoli moduli in cartone, un lavoro di mesi fatto da formatori/trici italiani e palestinesi del Centro Culturale Vik, per ricostruire idealmente il quartiere bombardato di Shujjaya, secondo i desideri dei bambini. Gli stessi che ridendo circondano l’infaticabile Meri, responsabile del Centro, e che fanno a gara per essere fotografati.
 
Questi bambini, di età compresa tra i 4 e i 10 anni, hanno sognato stanze piene di strumenti musicali, lampade luminose al posto delle candele, case colorate, alberi e fiumi, tutto verso un futuro che ricomincia dalla rimozione delle macerie delle loro abitazioni. Ma c’è anche un modulo su cui è disegnato un aereo che sgancia bombe su una casa  e sotto una scritta: Help Gaza!! E’ un segno che, anche se le macerie si possono rimuovere, per alcuni bambini quel che è stato ha bisogno di tanto lavoro per poter essere rimosso da quell’inconscio che arriva a tormentare il sonno o che si manifesta con improvvisi attacchi di panico o di aggressività. Anche per questo il lavoro dei formatori e delle formatrici è stato importante e questa attività di “ricostruzione ed educazione” si è avvalsa anche della collaborazione di alcuni artisti circensi, formatori anch’essi, che hanno mostrato e insegnato giocoleria a bambini superstiti di uno dei più feroci bombardamenti dell’operazione militare detta “margine protettivo”.
 


Le costruzioni dei bambini di Shujjaya (Foto: Patrizia Cecconi/Nena News)
 
E’ in questo quartiere che il piccolo “Jenin Charitable Hospital” ha potuto funzionare e funziona, nonostante la penuria generale di energia elettrica, attraverso l’impianto fotovoltaico progettato e realizzato da Sunshine4Palestine. E’ una dimostrazione del fatto che se Israele non riesce a spegnere il sole e se la solidarietà internazionale coniugata alla professionalità riesce a dare energia sufficiente, e peraltro pulita,  la speranza in un futuro più giusto e più umano non è un’illusione.
 
In tutta la superficie di Shujjayia da alcuni mesi sono iniziate le ricostruzioni e molte case sono già ultimate, ma restano ancora tanti spazi in cui le tracce dell’orrore sono così evidenti che non bastano le risate di questi bambini a neutralizzarle, né la grande forza delle loro madri, molte delle quali si riuniscono in associazioni per creare o ricreare lavoro utile, crescita culturale e reciproco sostegno. Le associazioni visitate in questi giorni sono esempi quasi impossibili a credersi data la situazione e vorrei parlarne, ma visto che oggi tutto il mondo parla delle donne, preferisco fermare l’attenzione sui sogni e le speranze che queste donne sono riuscite a far crescere nei loro figli e figlie e che sono esposti in questa città di cartone allestita tra i pilastri di una casa in costruzione che sorge sullo spazio reso vuoto dalle bombe dell’estate 2014.
 
Vogliono luce, musica, acqua, case colorate e libertà questi bambini. Non è un sogno da “terroristi”, è un diritto che spetta ad ogni umano e che qui aspetta solo di essere rispettato.

Fonte: Nena News

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti