Frei Betto: "Non ci sono prove contro Lula"

In un'intervista a il Manifesto uno dei principali teologi della Liberazione dichiara: "Tutti i governi dell'America Latina sono minacciati dalle destre per non aver organizzato il popolo"

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Frei Betto: "Non ci sono prove contro Lula"

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Frei Betto, uno dei principali teologi della Liberazione e assessore di Fame Zero, il principale programma sociale dei governi Lula e poi Rousseff, ha ricordato, in un'intervista rilasciata a Gerladina Colotti per il Manifesto, quando l’ex presidente, allora sindacalista, venne arrestato nell’aprile del 1980 dalla dittatura militare. "Allora, Lula rimase in carcere un mese, accusato in base alla Legge di sicurezza nazionale. In seguito venne assolto dalla Giustizia militare. Oggi, ha subito “il carcere” una seconda volta». 

Sul caso giudiziario, Betto è stato chiaro. "Non c’è nessuna prova che Lula sia un corrotto. Però sono serie le accuse di corruzione che riguardano alcuni dirigenti del Pt. In ogni caso, i governi di Lula e di Dilma hanno avuto il merito di rispettare le istituzioni repubblicane, senza mai interferire nell’attività del Pubblico ministero e della polizia federale. Il giudice Sergio Moro, che si occupa dell’Operazione Lava Jato, relativa alla corruzione in Brasile, sembra però guardare solo al Pt. E ha trattato Lula come un bandito, inviando la polizia a casa sua, al suo posto di lavoro, nei luoghi che frequenta. Insomma, vuole distruggere un leader politico che ha grandi possibilità di essere rieletto alla presidenza del paese per la terza volta, nel 2018".
 
 
Dopo aver criticato "da sinistra" l'attuale governo - "Però, ora Dilma impone alla nazione un aggiustamento fiscale che penalizza soprattutto i più poveri" -  e il PT sul fatto di "non essere più il partito capace di organizzare politicamente i poveri e essere il partito dell’etica nella politica", Betto è molto chiaro su quello che sta avvenendo non solo in Brasile, ma in tutta l'America Latina: "per non aver organizzato il popolo e per difetto di alfabetizzazione politica, tutti i governi progressisti sono minacciati dal ritorno delle destre".

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