GB. Nuove minacce al Guardian per la pubblicazione dei documenti di Snowden
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Il vice editore del Guardian, Paul Johnson, ha confemato, in un intervento a Dublino, le nuove minacce fatte al quotidiano dai servizi segreti britannici a seguito della pubblicazione dei documenti dell'ex analista della National Security Agency americana sull'esistenza di programmi di sorveglianza di massa utilizzati dall’Nsa e dal britannico Gchq. "Siamo stati minacciati di chiusura. Siamo stati accusati di mettere in pericolo la sicurezza nazionale e la vita delle persone", ha dichiarato Johnson.
Già lo scorso febbraio, Dunja Mijatovic, rappresentante per la libertà di stampa dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), si era espressa contro "le continue accuse e attacchi contro The Guardian, il suo editore capo e i giornalisti da parte dei politici che non sono altro che una vessazione ed intimidazione”.
A dicembre, Alan Rusbridger, editore del Guardian, era stato convocato dal Parlamento ma già ad agosto del 2013 il quotidiano aveva affermato di essere vittima della pressione del governo britannico per distruggere le informazioni ottenute da Edward Snowden.

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