Gli "Hacker di Putin" e il vaccino contro il Covid

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Gli "Hacker di Putin" e il vaccino contro il Covid


Per i nostri giornali sempre più "mono-editore" la notizia non è stata che la Cina ha annunciato di considerare il suo vaccino anti-Covid un “bene pubblico globale” e non è stata nemmeno, chiaramente, che per ottenerlo nel minor tempo possibile ha intensificato una collaborazione con la Russia.

La notizia non è stata nemmeno, chiaramente, che laddove vige un sistema di pianificazione e una struttura sanitaria pubblica efficace tipica dei paesi socialisti (o dal passato socialista non distrutto) l'impatto Covid è stato molto più contenuto che non nelle nazioni devastate dalle barbarie del neo-liberismo.
 
La notizia, al contrario, oggi per il circo mediatico italiano è che l’agenzia britannica per la cyber-sicurezza ha accusato un gruppo hacker russo - ritenuto, badate bene, "quasi certamente" parte dell'intelligence di Mosca - di aver tentato di rubare ricerche su potenziali vaccini per il coronavirus. "Il National Cyber Security Centre ha sostenuto che i tentativi del gruppo APT29 sono in corso e gli hacker hanno gia' preso di mira organizzazioni governative, diplomatiche, think-tank che sono al lavoro sul tema in Regno Unito, Usa e Canada" si legge dall'Agi.  
 
Mosca ha già smentito e chiesto che vengano presentate prove ad un'accusa di tale gravità. Ma si sa la propaganda dei regimi decadenti occidentali non prevede questo passaggio. Del resto, prove Mosca non ne ha avute sulle accuse, tra le altre: di aver fomentato le proteste dei gilet gialli, le rivolte separatiste in Catalogna, il referendum voluto da Renzi. E ancora: per aver aiutato in pieno caos pandemia l’Italia solo per rubare segreti militari della Nato, di aver fatto eleggere l’ultimo presidente degli Stati Uniti e del Messico, aver ostacolato le elezioni di Bolsonaro e Duque. L’elenco, come sapete, potrebbe durare per ore. Tutto questo da fonti che vogliono restare anomine che hanno sentito funzionari apprendere da organi dell'intelligence. 

Conosciamo lo stile. La fine indecorosa del cosiddetto Russiagate negli Stati Uniti doveva insegnare loro qualcosa ma davvero non c'è limite alla vergogna.

Mosca chiede prove ma non le avrà mai. Non si andrà mai oltre quel “quasi certamente” perché l'obiettivo è solo avervi generato il dubbio che utlizzeranno come "assioma" anche se poi verrà smentito da prove vere inoppugnabili. Cresce la paura che la corsa all’”affare del millennio” venga vinta da chi il vaccino lo metterebbe a disposizione gratuitamente a tutto il mondo e questo conferma che l'occidente non sta solo perdendo come sistema di sviluppo economico e politico - come dimostrano gli ultimi dati dalla Cina socialista - ma si sta dimostrando un gigante d'argilla senza dignità tenuto in vita ormai solo dalla sua macchina di propaganda.


Più onesto degli altri almeno il Corriere ammette che si tratta della solita "propaganda"...



p.s. Sarà un caso chiaramente ma mentre vi scriviamo la Stampa come prima notizia apre con:  "
Coronavirus, prime risposte positive dal vaccino di Oxford"







La Redazione

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