Gli ipocriti censori dell'odio

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Gli ipocriti censori dell'odio

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di Giorgio Cremaschi

La senatrice del PD Filippin, con il concorso entusiasta di berlusconiani e centristi, ha presentato una legge per rimuovere le notizie scomode. Se la legge  passasse, qualsiasi potente e prepotente di turno potrebbe rivolgersi al Garante della Privacy, che in cinque giorni cancellerebbe dalla rete e da qualsiasi altro luogo quella notizia, quel commento. Così   anche   la   censura   verrebbe   privatizzata,   come   tutto   il   resto,   e   avremmo   un funzionario del governo, questo in realtà è il Garante, che amministrerebbe la libertà di opinione per conto dei poteri forti. L'avesse fatto il governo venezuelano sentireste che indignazione da parte dei professionisti dei diritti umani altrui. Invece da noi questa legge liberticida   va   avanti   senza   particolare   scandalo,   avvalendosi   della   copertura   della Presidente della Camera e di tutta la compagnia degli indignati contro "l'odio".  

L'on. Boldrini da  tempo ha richiesto misure contro le Fake News in  rete, con  uno strabismo da far invidia ad una ambasciatrice USA degli anni 50. Così in un paese ove il 98%della stampa è in mano a gruppi di potere industriali e finanziari e ove abbiamo misurato con il referendum costituzionale il pluralismo reale delle tv. In un paese dove il pensiero unico, i suoi dogmi, le sue bugie sono presentati come verità assoluta dai mass media. 

In un paese dove basterebbe una settimana diverità su giornali e tv per far saltare il palazzo, in questo paese al novantesimo posto nel mondo per la libertà d'informazione, la presidente della Camera e il PD  se la pigliano con la rete. Nella quale si annidano certo anche bufale e posizioni ignobili, ma che resta comunque la principale fonte di delegittimazione delle falsità e delle ipocrisie del potere. Che per questo vuole la censura. Ora vengono messi in campo addirittura i sentimenti, una commissione parlamentare dedicata alla deputata laburista Jo Cox assassinata durante la Brexit,  ha chiesto misure contro ogni forma di odio. Gli odiatori dell'odio partono da veri fatti orribili, persecuzioni, violenze omicidi. Oppure da manifestazioni   odiose di sessismo, razzismo e fascismo.   Però si fa finta di dimenticare che le leggi per colpire questi reati ci sono tutte e se questo non avviene è per colpa di governi, autorità ed istituzioni, non della carenza legislativa. Inventarsi ora il generico reato   d'odio  significherebbe affidare al potere il diritto di giudicare i sentimenti. Perché  allora non obbligare per legge all'amore?  

Io che odio il capitalismo e gli sfruttatori, che faccio mie le parole del grande Edoardo Sanguineti, che scrisse che i poveri dovrebbero tornare all'odio di classe, perché i potenti comunque li odiano; io che odio il potere ingiusto sarò fuorilegge? Mentre nei luoghi e nel mercato del lavoro i diritti fondamentali delle persone sonocancellati nel nome del mercato, mentre le leggi Minniti colpiscono le opposizioni e lelotte sociali, ora la censura sulle notizie e il reato d'odio dovrebbero anche disciplinare le coscienze. 

Scriveva Primo Levi che il fascismo si ripresenta sempre, ma mai allo stesso modo. Sarà per questo che la Presidente della Camera ha accolto con tutti gli onori ed i consensi il presidente del cosiddetto parlamento ucraino, senza riconoscere in lui il fondatore di un partito neonazista. Si vede che, come tutti i potenti,   era riuscito a mascherare il suo odio con ipocrisia e malafede. 

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