Gli Stati Uniti sono pronti a schierare più truppe in Siria

Il mese scorso la Casa Bianca ha annunciato che circa 50 forze speciali saranno schierate in Siria

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Gli Stati Uniti sono pronti a schierare più truppe in Siria


Il Segretario alla Difesa Usa, Ashton Carter, ha annunciato la possibilità di schierare truppe in Siria a causa della difficoltà di trovare partner locali per combattere lo Stato Islamico
 
"Se troviamo altri gruppi che vogliono combattere contro l’Isis, che possono farlo e sono motivati a farlo, faremo di più. Il presidente ha dimostrato la volontà di fare di più, io sono naturalmente pronto a consigliargli a fare di più, ma abbiamo bisogno di avere forze capaci di agire, questa è una delle chiavi per la vittoria" , ha dichiarato Ashton Carter in un’intervista concessa alla rete televisiva americana ABC.
Questa affermazione va naturalmente contro la promessa fatta dal presidente degli Stati Uniti di non inviare truppe di terra in territorio siriano. Fino al 30 settembre scorso, gli Stati Uniti premevano che fossero gli arabi sunniti locali a combattere contro l’ISIS, mentre la coalizione guidata dagli Stati Uniti era incaricata di fornire sostegno aereo. Successivamente hanno deciso di inviare 50 soldati delle forze speciali per consigliare coloro che lottano contro l’ISIS. 
 
Questa decisione è stata accolta con un'ondata di critiche da coloro che lottano per la sua posizione. Donald Trump ha detto che il presidente non aveva "nessuna strategia". Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha detto che 50 forze speciali non avrebbero “intimidito l’ISIS ma la decisione è un nuovo segnale della debolezza del presidente Obama".
 
Anche se gli Stati Uniti dicono che stanno inviando nei paesi arabi, tra cui la Siria e l'Iraq, consiglieri militari, il Ministero della Difesa non preclude la loro partecipazione al conflitto se e quando necessario, citando l’esempio del sergente Joshua Wheeler, ucciso in un raid nel nord dell'Iraq.
 
"Non era compito di Wheeler guidare l'attacco. La sua missione era quella di supportare gli attaccanti. Ma quando ha visto che le cose andavano male, ha deciso di agire. Non era un dovere, ma un riflesso del suo senso di eroismo ", ha commentato Carter.  

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