Gli Usa potrebbero fornire all'Ucraina sistemi di difesa antimissile

Kiev ha annunciato di aver catturato due presunti soldati dell’esercito russo (notizia prontamente smentita da Mosca)

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Gli Usa potrebbero fornire all'Ucraina sistemi di difesa antimissile

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di Eugenio Cipolla


La tensione tra Kiev e Mosca è ormai a un punto di non ritorno. Nonostante in questi mesi le diplomazie lavorino a ritmi serrati per ripristinare normali rapporti tra i due paesi, i continui duelli mediatici a distanza tra Poroshenko e gli uomini di Putin hanno contribuito solamente a esacerbare gli animi. «Con la Russia siamo in una vera e propria guerra», ha detto l’altro giorno il presidente ucraino intervistato dalla Bbc, mandando su tutte le furie Mosca. La risposta non si è fatta attendere ed arrivata dal proprio dal portavoce di Putin, Dmitry Peskov: «L'Ucraina non è in guerra con la Russia – ha detto durante una conferenza stampa - ma con i suoi stessi cittadini, i cittadini dell'Ucraina che vengono bombardati e muoiono ogni giorno».
 
La situazione, dunque, peggiora di ora in ora e investe più fronti. Nei giorni scorsi Kiev ha annunciato di aver catturato due presunti soldati dell’esercito russo (notizia prontamente smentita da Mosca), parlando di prove evidenti dell’aggressione “orchestrata” da Vladimir Putin. A non aiutare la pacificazione c’è anche l’intenzione dell’Ucraina di avvalersi di una moratoria sul pagamento dei debiti esteri (tra questi 3 miliardi di dollari investiti dalla Russia in titoli di Stato ucraini), definita dal presidente russo come un imminente annuncio di default.
 
Intanto in Donbass continuano le grandi manovre. I filorussi nei giorni scorsi hanno denunciato le operazioni attraverso le quali Kiev sta riportando sulla linea di contatto le armi pesanti. La notizia non trova alcuna conferma da fonti indipendenti, ma potrebbe risultare comunque credibile. «Ci aspettiamo un nuovo attacco entro l’estate e dobbiamo far di tutto per non farci trovare Impreparati», ha detto Poroshenko e questo fa pensare che la tesi dei separatisti non sia poi così tanto assurda.
 
Ciò che potrebbe far esplodere definitivamente la situazione, però, riguarda le dichiarazioni di Oleksandr Turchinov, ex presidente ucraino ad interim subito dopo la caduta di Yanukovych ed oggi a capo del Consiglio di sicurezza ucraino. «Non escludo che dovremo temere delle consultazioni sull’installazione di elementi di un sistema di difesa missilistica sul territorio ucraino come strumento di protezione dalla minaccia nucleare russa», ha detto ieri, intervistato dall’agenzia di stampa filogovernativa Ukrinform.
 
«Turchinov ha prima venduto l’indipendenza all’occidente e ora sta cercando di trasformare l’Ucraina in un luogo dove installare sistemi missilistici Usa», ha detto Alexei Pushkov, capo della Commissione Affari esteri della Duma. La vera stoccata è arrivata da Dmitry Peskov, il quale ha fatto capire molto esplicitamente che, se un’ipotesi del genere dovesse concretizzarsi, ci saranno conseguenze serie.  «Questo significa che l'Ucraina intende schierare elementi del sistema missilistica statunitense di difesa sul suo territorio – ha detto Peskov - circostanza che ovviamente può essere interpretata in modo completamente negativo dal momento che suppone una minaccia alla Federazione russa. Se il sistema missilistico di difesa statunitense venisse schierato in Ucraina, nascerebbe l'esigenza per la Russia di prendere adeguate misure per garantire la propria sicurezza», ha tagliato corto.
 
In serata è subito arrivata la smentita del Dipartimento di Stato Usa. «Non abbiamo intenzione di installare alcun sistema del genere in Ucraina», hanno fatto sapere da Washington. Ma molti analisti internazionali ritengono che non sia così e che molto presto gli Usa potrebbero ufficializzare una decisione che porterebbe sicuramente a una nuova e cruenta escalation del conflitto in Donbass. 

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