Grecia: anarchici in piazza. Violenti scontri

Degenera la protesta al quarto anniversario della morte dello studente di 15 anni Alexis Grigoropoulos

2019
Grecia: anarchici in piazza. Violenti scontri

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(Ansa)  E' degenerata in violenti scontri la protesta ad Atene nel quarto anniversario della morte di Alexis Grigoropoulos, lo studente di 15 anni ucciso da un agente di polizia il 6 dicembre 2008 ad Exarchia, il quartiere anarchico della capitale greca, in una giornata segnata da un nuovo record storico della disoccupazione nel Paese. Le manifestazioni, iniziate nel corso della mattinata, si erano svolte senza incidenti, con le forze di polizia schierate in forza per prevenirli, oltre 6.000 gli agenti messi in campo.
Alla prima manifestazione hanno preso parte un migliaio di studenti liceali che, radunatisi davanti al Politecnico, hanno sfilato pacificamente sino alla centralissima piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Poi è stata la volta di un altro corteo, organizzato dalla sezione giovanile di Syriza, il partito della sinistra radicale, e da altre forze dell'estrema sinistra alle quali hanno preso parte circa 2.000 persone. Nel frattempo l'istituto nazionale di statistica diffondeva i nuovi dati sulla disoccupazione: a settembre la percentuale dei senza lavoro è salita al 26% dal 25,3% del mese precedente. Un nuovo record, accompagnato dai dati sul potere d'acquisto, dimezzato negli ultimi due anni. I dati, diffusi dagli studi economici dei due principali sindacati ellenici- Adedy e Gsee - rivelano poi che circa un greco su due ha un reddito inferiore ai 4.871 euro all'anno e vive al limite della soglia di povertà.
In serata sono scesi in piazza gli anarchici, circa un migliaio. Gli scontri con la polizia sono scoppiati quando un gruppo di manifestanti a volto coperto si è staccato dal corteo nel quartiere di Exarchia, e ha iniziato a lanciare molotov e pietre contro la polizia. Sei automobili sono state date alle fiamme. Gli agenti hanno risposto sparando lacrimogeni per disperdere il corteo. Almeno 28 dimostranti sono finiti in manette. I disordini sono proseguiti per alcune ore, diversi manifestanti hanno denunciato una eccessiva violenza nella reazione degli agenti.
Il poliziotto Epaminondas Korkoneas, riconosciuto colpevole di aver sparato e ucciso Alexis, è stato condannato all'ergastolo ed è rinchiuso nella prigione di Domokos, mentre il suo collega Vassilis Saraliotis - corresponsabile nell'omicidio e condannato a 10 anni - vive in regime di semi-libertà a Drama, sua città natale. La morte del giovane Grigoropoulos scatenò in Grecia un'ondata di disordini senza precedenti che le autorità di allora non furono in grado di contrastare.

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